TY  -  JOUR
AU  -  De Luca, Leonardo
AU  -  Pennacchi, Mauro
AU  -  Musumeci, Giuseppe
AU  -  D’Ascenzo, Fabrizio
AU  -  Gallo, Pamela
AU  -  Rigattieri, Stefano
AU  -  Granatelli, Antonino
AU  -  Berti, Sergio
AU  -  Gulizia, Michele Massimo
AU  -  De Servi, Stefano
AU  -  Bolognese, Leonardo
AU  -  a nome dei Ricercatori EYESHOT e SCOPE
T1  -  Analisi della recente evoluzione temporale 
dell’impiego della terapia antitrombotica nei pazienti 
con sindrome coronarica acuta sottoposti 
ad angioplastica coronarica in Italia: 
confronto dei registri EYESHOT e SCOPE
PY  -  2018
Y1  -  2018-02-01
DO  -  10.1714/2868.28941
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  19
IS  -  2
SP  -  101
EP  -  110
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/12
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2868.28941
N2  -  Razionale. Esistono pochi dati sull’evoluzione temporale dell’uso delle terapie antitrombotiche nei pazienti affetti da sindromi coronariche acute (SCA) sottoposti ad angioplastica coronarica (PCI) in Italia. Scopo di questo lavoro è di confrontare i dati dei due registri prospettici multicentrici nazionali più recenti sulle SCA, ovvero l’EYESHOT e lo SCOPE.Materiali e metodi. L’EYESHOT ha arruolato 2585 pazienti consecutivi con diagnosi di SCA, sia infarto miocardico acuto con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI) che SCA senza sopraslivellamento del tratto ST (SCA-NSTE), ricoverati in 203 unità di terapia intensiva cardiologica italiane in due differenti periodi di 3 settimane (2-22/12/2013 e 27/01-16/02/2014). Tra i pazienti inclusi in EYESHOT, 1755 (67.9%) sono stati sottoposti a PCI, di cui 923 (52.6%) con STEMI e 832 (47.4%) con SCA-NSTE. Nello SCOPE sono stati arruolati complessivamente 1363 pazienti in un periodo di 3 mesi (15/02-15/04/2016) in 39 Centri di Emodinamica italiani a medio-alto volume di interventistica coronarica: 331 (24.3%) con diagnosi di STEMI e 1032 (75.7%) con diagnosi di SCA-NSTE.Risultati. In 2 anni, l’impiego di clopidogrel in sala di emodinamica si è significativamente ridotto (dall’11% all’8% nello STEMI; p=0.06 e dal 9% al 5% nelle SCA-NSTE; p=0.0002), mentre è notevolmente incrementato l’impiego di ticagrelor (dal 14% al 37%; p<0.0001 nello STEMI e dal 7% al 44%; p<0.0001 nelle SCA-NSTE). Al momento della dimissione, si è assistito ad una significativa riduzione nell’impiego di clopidogrel (da 32% a 21% nello STEMI; p=0.02 e da 47% a 24% nelle SCA-NSTE; p<0.0001) ed un concomitante aumento nell’utilizzo dei nuovi inibitori del recettore P2Y12, soprattutto tra i pazienti con diagnosi di SCA-NSTE (da 8% a 14% per prasugrel; p=0.002 e da 43% a 58% per ticagrelor; p=0.03).Conclusioni. Dall’analisi dei pazienti con SCA sottoposti a PCI arruolati nei registri EYESHOT e SCOPE emerge un significativo aumento dell’impiego dei nuovi inibitori del recettore piastrinico P2Y12, sia in sala di emodinamica che in fase di dimissione ospedaliera.
ER  -   
