TY  -  JOUR
AU  -  Pelissero, Elisa
AU  -  Giuggia, Marco
AU  -  Todaro, Maria Chiara
AU  -  Trapani, Giuseppe
AU  -  Giordano, Benedetta
AU  -  Senatore, Gaetano
T1  -  Procedura combinata di chiusura percutanea 
di auricola sinistra e ablazione di fibrillazione atriale: 
esperienza di un singolo centro
PY  -  2017
Y1  -  2017-12-01
DO  -  10.1714/2835.28627
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  18
IS  -  12
SP  -  11
EP  -  17
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/17
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2835.28627
N2  -  Razionale. Abbiamo valutato la sicurezza e l’efficacia a lungo termine della procedura combinata di chiusura dell’auricola sinistra (AuS) e di ablazione della fibrillazione atriale (FA).Materiali e metodi. Da febbraio 2013 a giugno 2017 sono stati arruolati tutti i pazienti afferenti al nostro Centro per procedura combinata di ablazione transcatetere di FA e chiusura dell’AuS (gruppo 1), confrontati con un gruppo di controllo di pazienti sottoposti a sola ablazione della FA (gruppo 2). In tutti i casi è stato ottenuto l’isolamento delle vene polmonari con radiofrequenza o crioablazione. L’AuS è stata occlusa con i seguenti dispositivi: Watchman, Amplatzer Cardiac Plug o Amulet (ACP). La terapia anticoagulante orale con warfarin o inibitori diretti della trombina o del fattore Xa è stata continuata in tutti i pazienti per almeno 3 mesi dopo l’ablazione di FA (“blanking period”), successivamente è stata sostituita con la doppia antiaggregazione piastrinica a base di aspirina e clopidogrel per altri 3 mesi e successivamente con aspirina 100 mg/die a lungo termine nei pazienti sottoposti a chiusura di AuS. I pazienti sottoposti a sola ablazione della FA, invece, in accordo con le attuali linee guida, hanno continuato la terapia anticoagulante a lungo termine in base al CHA2DS2-VASc score. Il follow-up è stato eseguito con ecocardiografia transesofagea e visita clinica a 3, 6 e 12 mesi dalla procedura. La percentuale di recidiva di FA è stata valutata mediante interrogazione di loop recorder o pacemaker. Risultati. Complessivamente, sono stati arruolati 42 pazienti, 21 per ciascun gruppo. L’età media era di 66.86 ± 10.35 anni nel gruppo 1 vs 68.42 ± 10.61 nel gruppo 2 (p=NS); il punteggio medio del CHA2DS2-VASc score era 2.8 ± 1.22 nel gruppo 1 vs 2.01 ± 0.93 nel gruppo 2 (p=NS), il punteggio HAS-BLED era 3.2 ± 0.83 nel gruppo 1 vs 3.1 ± 0.95 nel gruppo 2 (p=NS). Una FA persistente è stata riscontrata nell’80% dei pazienti nel gruppo 1 e nell’85% dei pazienti nel gruppo 2. La procedura di chiusura dell’AuS è avvenuta con successo in tutti i pazienti (con dispositivo Watchman in 14, ACP in 7). I tempi procedurali e di fluoroscopia sono stati più brevi nel gruppo 2 (rispettivamente, 68 ± 17 vs 52 ± 15 min, p<0.05; 23 ± 5 vs 18 ± 3 min, p<0.05). Non è avvenuta alcuna complicanza procedurale nel gruppo 2, mentre nel gruppo 1 si è verificato un caso di versamento pericardico lieve a risoluzione spontanea senza necessità di pericardiocentesi e un caso di fistola artero-venosa anch’essa a risoluzione spontanea. Ad un follow-up medio di 14.93 ± 10.05 mesi, è stata documentata una completa chiusura dell’AuS in tutti i pazienti e non si sono verificati casi di dislocazione o eventi tromboembolici. Allo stesso modo non si sono verificate complicanze a lungo termine nel gruppo 2. La tendenza al mantenimento del ritmo sinusale è risultata sovrapponibile nei due gruppi, con una percentuale di recidiva di FA pari al 36% nel gruppo 1 vs 38% nel gruppo 2 (p=NS).Conclusioni. La procedura combinata di chiusura dell’AuS e ablazione percutanea di FA appare fattibile e sicura in pazienti ad alto rischio tromboembolico ed emorragico.
ER  -   
