TY  -  JOUR
AU  -  Bugani, Giulia
AU  -  Lanzillotti, Valerio
AU  -  Filippini, Elisa
AU  -  Di Pasquale, Giuseppe
AU  -  Campo, Gianluca
T1  -  Strategie di rivascolarizzazione coronarica 
nel paziente con infarto miocardico acuto con 
sopraslivellamento del tratto ST e malattia multivasale
PY  -  2017
Y1  -  2017-12-01
DO  -  10.1714/2815.28468
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  18
IS  -  12
SP  -  845
EP  -  853
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/16
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2815.28468
N2  -  Circa il 40-60% dei pazienti colpiti da infarto miocardico acuto con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI) presenta una malattia coronarica multivasale riscontrata accidentalmente durante angioplastica coronarica primaria (pPCI) della lesione culprit. Non è chiaro se le lesioni in vasi non culprit siano direttamente responsabili di eventi avversi successivi. Tuttavia, rispetto ai pazienti STEMI con coronaropatia monovasale, l’impatto prognostico negativo della coronaropatia multivasale è indubbio. Negli ultimi anni, molteplici trial randomizzati e metanalisi hanno confrontato una strategia di trattamento della sola lesione culprit vs una rivascolarizzazione completa. I risultati ottenuti sembrano dimostrare un potenziale beneficio della strategia di rivascolarizzazione completa che si esplica su endpoint compositi di eventi cardiaci avversi maggiori, mentre non sono ancora presenti in letteratura dati univoci sulla riduzione a lungo termine del rischio di morte e reinfarto. I dati riguardanti il corretto timing dell’eventuale procedura di completamento (durante pPCI o PCI stadiata) e l’identificazione delle lesioni meritevoli di trattamento (valutazione angiografica vs funzionale di ischemia) risultano ancora controversi. In attesa di futuri studi, il caposaldo del trattamento del paziente STEMI con associata coronaropatia multivasale rimane la terapia medica ottimizzata con antiaggreganti piastrinici (ticagrelor e prasugrel) a lungo termine ed ipolipemizzanti (colesterolemia LDL <70 mg/dl), affiancata da una strategia di rivascolarizzazione completa, possibilmente guidata da prove di ischemia e individualizzata sul singolo paziente in base a lesioni e comorbilità del paziente stesso.
ER  -   
