TY  -  JOUR
AU  -  Camerini, Fulvio
AU  -  Fabris, Enrico
AU  -  Sinagra, Gianfranco
T1  -  Appropriatezza e dintorni. 
“Fare di più non significa fare meglio”. 
Choosing Wisely: un impegno disatteso?
PY  -  2017
Y1  -  2017-12-01
DO  -  10.1714/2815.28465
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  18
IS  -  12
SP  -  824
EP  -  831
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/12
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2815.28465
N2  -  L’attenzione del mondo medico nei riguardi dell’appropriatezza delle procedure diagnostiche e terapeutiche è andata aumentando negli ultimi anni promuovendo la necessità di un attento impiego delle risorse ed evitando esami, procedure e terapie superflue, inutili e qualche volta dannose. Non solo gli operatori della sanità ma anche i pazienti ed i cittadini, dovrebbero aver ben chiare le conseguenze delle decisioni e dei comportamenti inappropriati. L’inappropriatezza ha infatti delle implicazioni cliniche (rischi), economiche (sprechi), ma anche etiche (cioè il ricorso a esami e interventi inutili in un sistema caratterizzato da risorse finite). L’inappropriatezza è un contenitore di entità molto variabile e la sua frequenza oscilla tra percentuali estraneamente basse e valori anche molto elevati. Essa è condizionata dalle varie situazioni cliniche, dalle tecniche usate, dalle modalità di raccolta dei dati, dalla numerosità delle casistiche prese in considerazione e dalle caratteristiche professionali dai medici richiedenti un determinato intervento.Varie sono le iniziative rivolte a ridurre le attività mediche inappropriate. Vincoli imposti sembrano essere di dubbia efficacia, mentre sono necessarie da parte della comunità medica una più approfondita conoscenza del problema e un impegno attivo per ridurre gli sprechi, perché interventi inutili o alle volte dannosi sottraggono risorse laddove sono utili o indispensabili.Particolare importanza ha avuto negli ultimi anni la campagna “Choosing Wisely” che ha visto l’adesione di 18 paesi e di oltre 70 società scientifiche e che in Italia è diventata operativa con l’alleanza con il movimento “Slow Medicine”. Il fine è quello fine di diffondere le raccomandazioni delle società scientifiche riguardanti le pratiche diagnostico-terapeutiche inutili o inappropriate favorendo contemporaneamente la partecipazione dei pazienti e cittadini. La campagna Choosing Wisely è sicuramente importante ed innovativa anche se esistono problemi aperti e irrisolti quali la mancanza di un rigoroso e sistematico meccanismo di valutazione dei risultati e la necessità di più diffusi interventi sia a livello della comunità medica e che dei cittadini.
ER  -   
