TY  -  JOUR
AU  -  Lenzi, Jacopo
AU  -  Fantini, Maria Pia
AU  -  Avaldi, Vera Maria
AU  -  Pallotti, Maria Giovanna
AU  -  Rucci, Paola
AU  -  Fioritti, Angelo
AU  -  Di Pasquale, Giuseppe
T1  -  Caratteristiche ed esiti della sindrome coronarica 
acuta nella popolazione italiana e migrante: 
uno studio osservazionale basato su dati 
amministrativi sanitari nella Regione Emilia-Romagna
PY  -  2017
Y1  -  2017-09-01
DO  -  10.1714/2741.27948
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  18
IS  -  9
SP  -  650
EP  -  659
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/09
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2741.27948
N2  -  Razionale. Lo scopo dello studio è analizzare le caratteristiche e gli esiti dei pazienti con sindrome coronarica acuta (SCA) in relazione al paese di origine.Materiali e metodi. La popolazione in studio comprende i residenti in Emilia-Romagna con un ricovero per infarto miocardico acuto (con [STEMI] e senza sopraslivellamento del tratto ST) tra il 2012 e il 2014. Sono stati indagati cinque esiti: procedura coronarica percutanea (PCI) entro 2 giorni dallo STEMI, mortalità a 30 giorni, mortalità a 1 anno, eventi cardio-cerebrovascolari avversi maggiori a 1 anno (MACCE) e aderenza alla terapia post-infarto. Gli esiti sono stati valutati in funzione della cittadinanza, al netto di potenziali confondenti (rilevati al ricovero indice e nelle ospedalizzazioni dei 2 anni precedenti) con modelli di regressione multipla.Risultati. Dei 23 884 soggetti in studio, 647 (2.7%) sono migranti. L’età media di insorgenza della SCA è più bassa tra i migranti (56 anni) rispetto agli italiani (73 anni). La mortalità a 30 giorni dal ricovero per SCA è pari al 9.6% mentre le percentuali di mortalità e MACCE a 1 anno sono rispettivamente del 19.8% e 20.8%. Il 63.2% dei soggetti con STEMI viene sottoposto a PCI e i pazienti aderenti alla terapia post-infarto sono il 31.0%. Rispetto agli italiani, gli africani e gli asiatici hanno una probabilità inferiore di essere sottoposti a PCI e sono significativamente meno aderenti alla terapia. Non si rilevano differenze significative nei tassi di mortalità, mentre gli asiatici hanno un rischio più alto del 62% di incorrere in un MACCE.Conclusioni. I cittadini migranti con SCA sono molto più giovani, vengono sottoposti meno frequentemente a procedure invasive e sono meno aderenti alle terapie farmacologiche rispetto agli italiani. Sono necessari ulteriori studi per valutare i determinanti di tali differenze e sviluppare modelli organizzativi che tengano conto delle esigenze specifiche di questi pazienti.
ER  -   
