TY  -  JOUR
AU  -  Lucreziotti, Stefano
AU  -  Debenedetti, Chiara
AU  -  Massironi, Laura
AU  -  Mantero, Antonio
AU  -  Di Marco, Fabiano
AU  -  Chessa, Massimo
AU  -  Carugo, Stefano
T1  -  L’effetto della postura nei pazienti con forame 
ovale pervio: valutazione dello shunt destro-sinistro con Doppler transcranico ed ecocardiografia 
transtoracica e correlazione con la saturazione 
arteriosa di ossigeno
PY  -  2017
Y1  -  2017-06-01
DO  -  10.1714/2700.27613
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  18
IS  -  6
SP  -  519
EP  -  524
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/28
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2700.27613
N2  -  Razionale. Il Doppler transcranico e l’ecocardiografia transtoracica permettono di indagare con accuratezza lo shunt destro-sinistro (SDS) da forame ovale pervio (PFO), ma non è ancora chiaro quale sia il protocollo più idoneo. È stato suggerito che il Doppler trans-cranico presenti una maggiore sensibilità diagnostica in posizione ortostatica o seduta, come conseguenza dell’incremento dell’entità dello SDS rispetto al clinostatismo. Scopo dello studio è stato quello di valutare l’utilità della posizione seduta in aggiunta a quella clinostatica nella quantificazione dello SDS da PFO e se un eventuale incremento dello SDS in posizione seduta potesse associarsi ad una riduzione della saturazione arteriosa di ossigeno (SaO2).Materiali e metodi. Da settembre 2015 a febbraio 2016, 70 pazienti consecutivi con sospetto PFO sono stati sottoposti a valutazione con ecocardiografia transtoracica e Doppler transcranico (entrambi con iniezione di microbolle) e a misurazione della SaO2 in posizione clinostatica. I pazienti con SDS diagnosticato anche con una sola delle due metodiche sono stati poi sottoposti a valutazione in posizione seduta.Risultati. È stato diagnosticato uno SDS da PFO in 58 pazienti (82.9%). In 28 di questi (48.3%) è stato osservato un aumento dello SDS in posizione seduta (gruppo 1), mentre in 30 pazienti (51.7%) l’entità dello SDS non è aumentata (gruppo 2). Non sono emerse differenze significative tra i due gruppi per quanto riguarda le variabili cliniche ed ecocardiografiche considerate, se non per una maggiore prevalenza di aneurisma del setto atriale nei pazienti del gruppo 1 rispetto ai pazienti del gruppo 2 (35.7 vs 3.3%, p=0.002). Non sono state rilevate variazioni della SaO2 media in seguito al cambiamento di postura.Conclusioni. L’entità dello SDS da PFO è incrementata in circa la metà dei pazienti al passaggio dalla posizione clinostatica a quella seduta, senza ricadute sulla SaO2.
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