TY  -  JOUR
AU  -  Marini, Marco
AU  -  Caretta, Giorgio
AU  -  Vagnarelli, Fabio
AU  -  Lucà, Fabiana
AU  -  Biscottini, Emilia
AU  -  Lavorgna, Alberto
AU  -  Procaccini, Vincenza
AU  -  Riva, Letizia
AU  -  Vianello, Gabriele
AU  -  Aspromonte, Nadia
AU  -  Mortara, Andrea
AU  -  De Maria, Renata
AU  -  Capasso, Piera
AU  -  Valente, Serafina
AU  -  Gulizia, Michele Massimo
T1  -  Gli effetti emodinamici della pressione positiva 
di fine espirazione
PY  -  2017
Y1  -  2017-06-01
DO  -  10.1714/2700.27611
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  18
IS  -  6
SP  -  505
EP  -  512
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/06
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2700.27611
N2  -  L’applicazione di una pressione positiva di fine espirazione (PEEP), cardine della ventilazione non invasiva (NIV) comporta degli effetti emodinamici sul sistema cardiovascolare. Per comprendere i benefici della NIV è necessario riprendere concetti di fisiologia e fisiopatologia cardiovascolare, quali i determinanti della funzione cardiaca, il ritorno venoso, l’interdipendenza ventricolare e l’interazione cuore-polmoni, e capire come la PEEP interagisca con essi. Gli effetti emodinamici della PEEP sono secondari all’incremento della pressione transpolmonare, che si traduce in un aumento delle resistenze vascolari polmonari, in una lieve riduzione del ritorno venoso in condizioni di euvolemia ed in una sostanziale riduzione del postcarico ventricolare sinistro con un potenziale effetto positivo sulla gittata sistolica del ventricolo sinistro.Obiettivo del presente lavoro è illustrare come l’applicazione della PEEP, piuttosto che tradursi in effetti emodinamici negativi, possa ridurre il consumo di ossigeno e migliorare la performance cardiaca, giustificando l’uso della NIV anche nei pazienti con instabilità emodinamica.
ER  -   
