TY  -  JOUR
AU  -  Vagnarelli, Fabio
AU  -  Marini, Marco
AU  -  Caretta, Giorgio
AU  -  Lucà, Fabiana
AU  -  Biscottini, Emilia
AU  -  Lavorgna, Alberto
AU  -  Procaccini, Vincenza
AU  -  Riva, Letizia
AU  -  Vianello, Gabriele
AU  -  Aspromonte, Nadia
AU  -  Pini, Daniela
AU  -  Navazio, Alessandro
AU  -  De Maria, Renata
AU  -  Valente, Serafina
AU  -  Gulizia, Michele Massimo
T1  -  Ventilazione non invasiva: caratteri generali, 
indicazioni e revisione della letteratura
PY  -  2017
Y1  -  2017-06-01
DO  -  10.1714/2700.27610
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  18
IS  -  6
SP  -  496
EP  -  504
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/01
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2700.27610
N2  -  La ventilazione non invasiva (noninvasive ventilation, NIV), intesa come pressione positiva continua delle vie aeree o pressione positiva bifasica delle vie aeree, ha un ruolo centrale nel trattamento dell’insufficienza respiratoria acuta di origine cardiogena. Ai fini di un suo utilizzo appropriato, è necessario considerare i principi fisiopatologici su cui si basa, le differenze tra le diverse modalità di ventilazione, le principali indicazioni, controindicazioni e complicanze. Scopo di questa rassegna è inoltre fornire suggerimenti pratici su come e quando iniziare una NIV al letto del malato, come monitorarne la risposta e come scegliere l’interfaccia più appropriata. La revisione della letteratura legittima l’utilizzo della NIV in termini di efficacia (riduzione di ricorso all’intubazione e di mortalità) e di sicurezza (viene smentito in particolare il rischio di infarto miocardico correlato al suo utilizzo riportato in un precedente studio). Nonostante ciò, la NIV rimane ancora ampiamente sottoutilizzata nella pratica clinica contemporanea, come evidenziato dagli studi di registro. Alla base di tale fenomeno vi sono diversi fattori, tra cui scarsa conoscenza/confidenza nella metodica, riluttanza alla sua applicazione in contesti particolari (sindromi coronariche acute) e timore di effetti avversi (rischio di ipotensione arteriosa), che è opportuno ridimensionare.
ER  -   
