TY  -  JOUR
AU  -  Magnacca, Massimo
AU  -  Poddighe, Rosa
AU  -  Del Meglio, Jacopo
AU  -  Lilli, Alessio
AU  -  Baratto, Marco Tullio
AU  -  Canale, Maria Laura
AU  -  Tessa, Carlo
AU  -  Salvatori, Luca
AU  -  Niespolo, Alessandra
AU  -  Vignali, Claudio
AU  -  Casolo, Giancarlo
T1  -  Teamwork per l’imaging cardiaco: 
tomografia computerizzata coronarica 
e bassa dose di esposizione radiologica, 
esperienza di un centro cardiologico
PY  -  2017
Y1  -  2017-04-01
DO  -  10.1714/2683.27474
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  18
IS  -  4
SP  -  313
EP  -  321
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/02
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2683.27474
N2  -  Razionale. L’angiografia coronarica con tomografia computerizzata multidetettore (CCTA) si propone in pazienti selezionati come metodica complementare non invasiva nello studio dell’imaging coronarico. L’esposizione radiologica rimane l’unico ma sostanziale limite ad un impiego più estensivo della metodica. È nostro scopo dimostrare che la collaborazione in team tra cardiologo e radiologo nell’esecuzione della CCTA consente esami di qualità ottimale con basse dosi di esposizione. Materiali e metodi. 998 pazienti consecutivi sono stati sottoposti a CCTA coerentemente con le attuali linee guida. Gli interventi finalizzati alla riduzione di dose sono stati: la valutazione cardiologica preliminare dei pazienti per l’eleggibilità a CCTA; il controllo ottimale della frequenza cardiaca; l’impiego di protocolli non standardizzati e di algoritmi di riduzione di dose.Risultati. Tutti i pazienti sono stati sottoposti a valutazione cardiologica preliminare. L’89% dei pazienti è stato premedicato con betabloccanti e/o ivabradina; 806 pazienti (81%) sono stati esaminati con gating prospettico, esposizione 161 ± 68.64 mGy; 192 pazienti (19%) sono stati esaminati con gating retrospettivo, esposizione 1135.15 ± 485.87 mGy. In 13 pazienti (1%) la CCTA è risultata completamente non valutabile per artefatti. La qualità degli esami non è risultata alterata dall’impiego della bassa dose. Nessun paziente è stato esposto per lo score del calcio coronarico e/o per un’analisi funzionale del ventricolo sinistro. Conclusioni. La selezione e la preparazione preliminare dei pazienti e l’utilizzo ottimizzato dello scanner consentono una concreta riduzione di esposizione radiologica nella maggior parte dei pazienti sottoposti a CCTA senza riduzione della qualità delle immagini. Nella nostra esperienza la collaborazione continua in team è necessaria per consentire una “curva di apprendimento della bassa dose” che si è anche tradotta in una progressiva riduzione dell’esposizione con gating prospettico.
ER  -   
