TY  -  JOUR
AU  -  Russo, Alessandra
AU  -  Gasparetto, Nicola
AU  -  Favero, Luca
AU  -  Caico, Salvatore Ivan
AU  -  Orazio, Silvia
AU  -  Garzena, Guido
AU  -  Rosi, Paolo
AU  -  Olivari, Zoran
T1  -  Utilizzo del massaggiatore automatico esterno 
nell’arresto cardiaco refrattario sul territorio 
e in ospedale
PY  -  2017
Y1  -  2017-04-01
DO  -  10.1714/2683.27473
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  18
IS  -  4
SP  -  305
EP  -  312
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/13
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2683.27473
N2  -  Il principale obiettivo della rianimazione cardiopolmonare in seguito ad arresto cardiaco improvviso è ristabilire un circolo sufficiente a fornire ossigeno al cervello e agli organi vitali. Le compressioni del torace e la defibrillazione esterna sono la prima linea di supporto circolatorio. Sebbene la precoce defibrillazione sia il più importante fattore che influenzi la sopravvivenza, ogni rianimazione richiede anche delle compressioni toraciche esterne efficaci. Purtroppo la loro qualità si riduce quando la rianimazione cardiopolmonare si prolunga o avviene in condizioni sfavorevoli. I massaggiatori meccanici esterni sono stati creati allo scopo di supportare il soccorritore nell’esecuzione delle compressioni toraciche. LUCAS e AutoPulse sono i presidi maggiormente in uso in Europa. Il loro utilizzo però non può essere raccomandato routinariamente nella pratica clinica in quanto i principali studi randomizzati, come il LINC e il PARAMEDIC per il LUCAS e il CIRC per l’AutoPulse, non ne hanno dimostrato la superiorità rispetto alla rianimazione manuale. Questa rassegna si propone di fornire il quadro delle evidenze disponibili in letteratura sull’utilizzo nella pratica clinica dei massaggiatori automatici cercando di chiarirne vantaggi e limiti.
ER  -   
