TY  -  JOUR
AU  -  Proclemer, Alessandro
AU  -  Zecchin, Massimo
AU  -  D’Onofrio, Antonio
AU  -  Boriani, Giuseppe
AU  -  Botto, Giovanni Luca
AU  -  Facchin, Domenico
AU  -  Rebellato, Luca
AU  -  Ghidina, Marco
AU  -  Bianco, Giulia
AU  -  Bernardelli, Emanuela
AU  -  Pucher, Elsa
AU  -  Gregori, Dario
T1  -  Registro Italiano Pacemaker e Defibrillatori - Bollettino Periodico 2015. Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione
PY  -  2017
Y1  -  2017-01-01
DO  -  10.1714/2628.27024
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  18
IS  -  1
SP  -  67
EP  -  79
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/03/10
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2628.27024
N2  -  Razionale. Il Registro Italiano Pacemaker (PM) e Defibrillatori (ICD) dell’Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione (AIAC) raccoglie annualmente i principali dati demografici e clinici dei pazienti trattati con primo impianto o sostituzione di PM e ICD. Anche per l’anno 2015 vengono presentati i dati riguardanti le principali indicazioni all’impianto di PM o ICD e la tipologia dei PM-ICD impiantati, in base ai dati provenienti dai centri italiani collaboranti.Metodi. Il Registro PM-ICD accoglie prospettivamente l’attività nazionale di impianto sulla base delle Tessere Europee dei portatori di dispositivo. Risultati. Registro Pacemaker: sono stati raccolti dati su 24 285 impianti di PM (19 194 primi impianti e 5091 sostituzioni). Il numero di Centri coinvolti è stato di 218. L’età mediana dei pazienti sottoposti ad impianto è stata di 81 anni (75 I quartile; 86 III quartile). Le indicazioni ECG hanno riguardato difetti della conduzione atrioventricolare nel 42.8% dei primi impianti, differenti aspetti della malattia del nodo del seno nel 22.9%, la fibrillazione/flutter atriale associati a bradicardia nel 15.1%, altre indicazioni nel 19.2%. Tra i difetti di conduzione atrioventricolare, i blocchi atrioventricolari di terzo grado hanno rappresentato l’evenienza più comune (23.8% dei primi impianti). PM monocamerali sono stati utilizzati nel 26.9% dei primi impianti, PM bicamerali nel 63.4%, PM biventricolari nell’1.8% e PM atrio-guidati con singolo catetere ventricolare nel 7.9%. Registro Defibrillatori: sono stati raccolti dati su 15 363 impianti (11 453 primi impianti e 3910 sostituzioni). Il numero di Centri coinvolti è stato di 434. L’età mediana dei pazienti sottoposti ad impianto è stata di 71 anni (63 I quartile; 78 III quartile). La prevenzione primaria ha riguardato il 77.3% dei primi impianti, quella secondaria il 22.7%; in particolare l’arresto cardiaco è stato riportato nell’8.0%. ICD monocamerali sono stati utilizzati nel 29.3% dei primi impianti, ICD bicamerali nel 34.6% e ICD biventricolari nel 36.1%.Conclusioni. Il Registro PM e ICD appare di fondamentale importanza per monitorare l’utilizzo di PM e ICD su scala nazionale con approfondita valutazione delle principali caratteristiche demografiche e cliniche. Il Registro PM ha evidenziato una stabilità nelle indicazioni clinico-elettrocardiografiche all’impianto e una netta prevalenza delle modalità di stimolazione atrio-guidate. L’uso di PM biventricolari ha riguardato invece un numero molto limitato di pazienti. Il Registro ICD ha confermato il largo utilizzo di ICD biventricolari, in accordo con le linee guida e i grandi trial.
ER  -   
