TY  -  JOUR
AU  -  Consoli, Agostino
AU  -  Febo, Fabrizio
T1  -  Trattamento farmacologico del diabete mellito 
di tipo 2 e rischio cardiovascolare: 
cosa è possibile capire dai trial?
PY  -  2016
Y1  -  2016-12-01
DO  -  10.1714/2616.26912
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  17
IS  -  12
SP  -  20
EP  -  27
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/02
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2616.26912
N2  -  Il trattamento farmacologico del diabete mellito di tipo 2 deve includere strategie che non siano assolutamente associate ad un potenziale aumento del rischio cardiovascolare e che, anzi, possano avere un intrinseco effetto protettivo verso detto rischio. Gli studi di intervento intrapresi per stabilire se nei diabetici di tipo 2 ridurre la glicemia in maniera intensiva si traduca in un beneficio cardiovascolare hanno dato risultati contrastanti. Si ritiene tuttavia che un intervento precoce e con farmaci sicuri sia in grado di ridurre il rischio di eventi. Proprio per stabilire la sicurezza cardiovascolare dei nuovi farmaci per il diabete, su specifica richiesta delle Autorità Regolatorie, le industrie produttrici di farmaci innovativi per il diabete hanno promosso lo svolgimento di una serie di trial di sicurezza cardiovascolare (Safety CVOT). Quelli tra questi trial che si sono già conclusi hanno dimostrato la sicurezza cardiovascolare di alcuni inibitori della dipeptidil peptidasi 4 (sitagliptin, saxagliptin e alogliptin) e dell’agonista recettoriale del glucagon-like peptide-1 (GLP-1) lixisenatide. Hanno però anche prodotto dati a sostegno di una possibile protezione cardiovascolare associata all’uso dell’inibitore di SGLT2 empagliflozin e degli agonisti recettoriali del GLP-1 liraglutide e semaglutide. Le similarità, i distinguo e le possibili implicazioni dei risultati di questi trial saranno discussi nel presente articolo.
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