TY  -  JOUR
AU  -  Colonna, Paolo
AU  -  Ammirati, Fabrizio
AU  -  a nome del Gruppo Italiano eXperience
T1  -  Gestione della fibrillazione atriale non valvolare 
nella pratica clinica “real life”: risultati dell’indagine 
epidemiologica italiana eXperience 
sull’uso di rivaroxaban
PY  -  2016
Y1  -  2016-11-01
DO  -  10.1714/2498.26202
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  17
IS  -  11
SP  -  932
EP  -  939
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/07
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2498.26202
N2  -  Razionale. La prevenzione dell’ictus da fibrillazione atriale con farmaci anticoagulanti è ora in un momento di evoluzione, grazie all’introduzione dei nuovi anticoagulanti orali nella pratica clinica, fra i quali il rivaroxaban. L’obiettivo di questa analisi è stato quello di analizzare, in un contesto “real life” italiano, le caratteristiche e la gestione dei pazienti con fibrillazione atriale non valvolare, ai quali i medici decidono di prescrivere il rivaroxaban. Materiali e metodi. Tra gennaio e febbraio 2014 sono stati raccolti, da 95 medici specialisti mediante la compilazione di questionari online, dati aggregati retrospettivi relativi a 1127 pazienti con diagnosi clinica di fibrillazione atriale non valvolare ai quali era stato prescritto rivaroxaban. Sui dati raccolti è stata effettuata una statistica descrittiva. Risultati. L’età media dei pazienti era 76 anni. Il 20% dei pazienti aveva avuto un pregresso attacco ischemico transitorio e il 16% un pregresso ictus. Il 16% era anemico o predisposto ad emorragie. Oltre il 40% dei pazienti non presentava un buon controllo della terapia anticoagulante precedente. Il 22% dei pazienti era in trattamento concomitante con antiaggreganti piastrinici o farmaci antinfiammatori non steroidei. Circa l’85% aveva assunto una precedente terapia per la prevenzione dell’ictus; fra costoro, le cause principali che avevano portato allo switch a rivaroxaban erano state: scelta del paziente (30%), difficoltà a mantenere il tempo di protrombina/international normalized ratio (PT-INR) nel range terapeutico (27%) e difficoltà logistiche ad effettuare i controlli PT-INR (20%). Il rivaroxaban è stato prescritto al dosaggio di 15 mg nel 37.8% dei casi e di 20 mg nel 62.2%; il dosaggio di 15 mg era stato somministrato a 264 dei 354 pazienti con clearance della creatinina <50 ml/h (74.6%) e nei pazienti più anziani e con maggiori comorbilità. Conclusioni. Le caratteristiche cliniche dei pazienti osservati in questa analisi del “mondo reale” hanno mostrato alcune somiglianze con quelle osservate nei pazienti arruolati nei grandi trial, ma anche differenze di età e di dosaggio somministrato di rivaroxaban.
ER  -   
