TY  -  JOUR
AU  -  Russo, Claudio F.
AU  -  Mariscalco, Giovanni
AU  -  Santé, Pasquale
T1  -  Dissezione acuta dell’aorta di tipo A: 
uno sguardo al presente, imparando dal passato
PY  -  2016
Y1  -  2016-11-01
DO  -  10.1714/2498.26194
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  17
IS  -  11
SP  -  908
EP  -  914
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/06/03
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2498.26194
N2  -  La dissezione acuta dell’aorta di tipo A (AADA) è una patologia dall’impatto catastrofico sulla vita dei pazienti che ne sono colpiti. Nonostante l’affinamento delle metodiche diagnostiche, dei progressi in campo anestesiologico e chirurgico, la mortalità postoperatoria rimane drammaticamente alta, con un range compreso tra il 15% e il 30%. Il management dell’AADA implica, infatti, un approccio chirurgico complesso, una gestione anestesiologica perioperatoria impegnativa e un follow-up altamente specifico, soprattutto per il monitoraggio di possibili complicazioni tardive che spesso susseguono alla dissezione. Numerosi registri internazionali sono stati creati al fine di delineare attraverso la raccolta meticolosa di dati ed esperienze le basi per offrire un’ottimale gestione clinico-chirurgica del paziente affetto da AADA. Diversi sono, tuttavia, le lacune ed i punti dibattuti sul management appropriato dell’ADAA. Un utilizzo sempre più diffuso della cosiddetta “chirurgia ibrida” e un approccio chirurgico più radicale ed estensivo a livello del bulbo aortico e dell’arco aortico sembrerebbero garantire un migliore outcome per le complicanze tardive della patologia dissecativa. Le recenti evidenze scientifiche riportanti i risultati eccellenti in termini di mortalità operatoria ottenuti nei centri a maggiore volume, sembrerebbero chiaramente suggerire la creazione di super-centri regionali ad alto volume con un team polispecialistico di figure professionali dedicato al trattamento dell’AADA.
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