TY  -  JOUR
AU  -  Zorzi, Alessandro
AU  -  Susana, Angela
AU  -  Spadotto, Veronica
AU  -  Cacciavillani, Luisa
AU  -  Corrado, Domenico
T1  -  L’arresto cardiaco negli impianti sportivi nel 2015: 
possibili implicazioni epidemiologiche 
dell’applicazione della “Legge Balduzzi”
PY  -  2016
Y1  -  2016-11-01
DO  -  10.1714/2498.26192
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  17
IS  -  11
SP  -  903
EP  -  907
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/06/03
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2498.26192
N2  -  La cosiddetta “Legge Balduzzi”, emanata in seguito alla morte improvvisa degli sportivi professionisti Pier Mario Morosini e Vigor Bovolenta nel 2012, ha reso obbligatoria la presenza di un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) e di personale addestrato al suo utilizzo in tutti gli impianti sportivi durante allenamenti e competizioni. Nel corso del 2015 sono stati riportati dalla stampa nazionale o locale 123 arresti cardiaci improvvisi (ACI) avvenuti negli impianti sportivi, corrispondente a circa lo 0.2-0.4% di tutti gli arresti cardiaci improvvisi e lo 0.6-1.2% degli arresti cardiaci in luogo pubblico che si stima avvengano in Italia ogni anno. La maggior parte degli eventi ha colpito atleti amatoriali di sesso maschile (93%) e di età >35 anni (88%, età mediana 50 anni). Sulla base di quanto riportato dalla stampa, la rianimazione è stata efficace nel 62% dei casi quando è stato utilizzato un DAE prima dell’arrivo del Servizio Urgenza Emergenza Medica (SUEM)-118 e nel 9% quando i primi soccorsi sono stati iniziati dopo l’arrivo del SUEM-118. Questi dati suggeriscono che l’applicazione della Legge Balduzzi ha le potenzialità di aumentare la sopravvivenza all’arresto cardiaco nell’atleta, ma che limitare l’obbligo della presenza dei DAE ai soli impianti sportivi non porterà ad una diminuzione significativa dell’incidenza di morte improvvisa nella popolazione generale.
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