TY  -  JOUR
AU  -  Menozzi, Alberto
AU  -  De Luca, Leonardo
AU  -  Olivari, Zoran
AU  -  Rossini, Roberta
AU  -  Ferlini, Marco
AU  -  Lina, Daniela
AU  -  Abrignani, Maurizio Giuseppe
AU  -  Capranzano, Piera
AU  -  Carrabba, Nazario
AU  -  Galvani, Marcello
AU  -  Marchese, Alfredo
AU  -  Mazzotta, Gianfranco
AU  -  Moretti, Luciano
AU  -  Signore, Nicola
AU  -  Uguccioni, Massimo
AU  -  De Servi, Stefano
T1  -  I pazienti con sindrome coronarica acuta 
senza sopraslivellamento persistente del tratto ST 
non sottoposti a rivascolarizzazione coronarica: 
una popolazione sottotrattata
PY  -  2016
Y1  -  2016-10-01
DO  -  10.1714/2464.25800
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  17
IS  -  10
SP  -  816
EP  -  826
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/28
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2464.25800
N2  -  Le sindromi coronariche acute senza sopraslivellamento del tratto ST (SCA-NSTE) rappresentano uno dei principali quadri clinici della cardiopatia ischemica. Questa popolazione comprende pazienti con caratteristiche cliniche e prognostiche molto eterogenee, una parte significativa dei quali viene trattata con la sola terapia medica e cioè senza essere sottoposta a procedure di rivascolarizzazione. Nel registro italiano EYESHOT e nel registro francese FAST-MI questa quota è stata rispettivamente pari al 40% e 35%.I pazienti con SCA-NSTE trattati con la sola terapia medica sono a più alto rischio di eventi avversi cardiovascolari e hanno una prognosi peggiore, anche in termini di mortalità, sia a breve sia a lungo termine, rispetto ai pazienti sottoposti a rivascolarizzazione coronarica. La categoria dei pazienti con SCA-NSTE gestiti in maniera conservativa comprende tre gruppi eterogenei tra loro: pazienti non sottoposti a studio coronarografico, pazienti sottoposti a coronarografia con coronarie esenti da ateromasia significativa ed, infine, pazienti sottoposti a coronarografia con coronaropatia significativa per i quali si decide di non eseguire procedure di rivascolarizzazione coronarica.Al fine di ottimizzare la gestione dei pazienti con SCA-NSTE e di conseguenza la prognosi degli stessi, è di fondamentale importanza la corretta identificazione dei pazienti da non avviare a strategia invasiva. Va evitato che la coronarografia venga negata per motivazioni non cliniche, ma logistiche, cioè a causa dell’assenza on-site del laboratorio di emodinamica; inoltre, la sola età avanzata, in assenza di altre condizioni patologiche o di fragilità, non deve condizionare la possibilità del paziente di ricevere il miglior trattamento. Nell’ambito della valutazione clinica circa il sottoporre o meno a coronarografia o a rivascolarizzazione i pazienti più “complessi”, vale a dire i pazienti con importanti comorbilità o fragili o grandi anziani, in assenza di dati di medicina basata sull’evidenza, è necessario un attento bilanciamento dei potenziali rischi e benefici nel singolo caso, considerando però anche il ruolo dell’esame angiografico nella stratificazione del rischio attraverso la conoscenza della sede e dell’estensione della coronaropatia. I pazienti con SCA-NSTE non sottoposti a rivascolarizzazione coronarica hanno minore probabilità di ricevere un trattamento farmacologico aderente alle raccomandazioni delle linee guida, in particolare quando gestiti in reparti di medicina. La duplice terapia antiaggregante è indicata per 12 mesi anche in questi pazienti, previo adeguato bilanciamento del rischio ischemico ed emorragico. È quindi fondamentale ottimizzare la terapia farmacologica in generale e quella antitrombotica in particolare per migliorare l’outcome clinico. È auspicabile l’utilizzo della duplice terapia antiaggregante in una più ampia percentuale di pazienti trattati con strategia conservativa rispetto alla pratica clinica attuale, considerando anche l’utilizzo di ticagrelor rispetto a clopidogrel in questa categoria di pazienti.
ER  -   
