TY  -  JOUR
AU  -  Teruzzi, Giovanni
AU  -  Calligaris, Giuseppe
AU  -  Ravagnani, Paolo
AU  -  Trabattoni, Daniela
AU  -  Grancini, Luca
AU  -  Dalla Cia, Alessia
AU  -  Monizzi, Giovanni
AU  -  Lualdi, Alessandro
AU  -  Bartorelli, Antonio L.
T1  -  Dissezione coronarica spontanea peripartum: 
un caso clinico
PY  -  2016
Y1  -  2016-10-01
DO  -  10.1714/2372.25478
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  17
IS  -  10
SP  -  24
EP  -  27
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/19
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2372.25478
N2  -  La dissezione coronarica spontanea (DCS) rappresenta lo 0.2% di tutte le cause di sindrome coronarica acuta che pervengono all’attenzione dei laboratori di emodinamica. Essendo una patologia spesso misconosciuta, avendo una pletora di manifestazioni cliniche che vanno dai tipici sintomi anginosi, fino alla morte improvvisa, la sua prevalenza reale è spesso sottostimata. Si definisce “spontanea” quando risulta esclusa una qualsiasi causa che possa comportare un traumatismo diretto delle tonache coronariche. Questa patologia interessa spesso giovani donne (età media circa 38 anni) in buona salute ed in assenza di fattori di rischio cardiovascolare, e si manifesta più frequentemente nel periodo postpartum.Una donna di 40 anni a distanza di 8 settimane dal parto si presentava al nostro pronto soccorso per sindrome coronarica acuta (infarto miocardico senza sopraslivellamento del tratto ST infero-posteriore) con riscontro alla coronarografia urgente di una piccola dcs del tratto distale di un ramo marginale con indicazione alla terapia medica. Due giorni dopo si assisteva a recidiva di sintomatologia anginosa ed a infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST anteriore. La nuova coronarografia mostrava ampia dissezione coronarica occlusiva della discendente anteriore che veniva trattata con angioplastica e impianto di tre stent medicati.Non esistono ad oggi in letteratura dati randomizzati o retrospettivi sulla migliore strategia terapeutica nei pazienti con DCS a causa dell’estrema variabilità di presentazione e della ridotta incidenza della patologia. Il trattamento più corretto delle DCS deve partire da una diagnosi precoce e quanto più accurata possibile. Per fare ciò è consigliabile ricorrere a diverse proiezioni angiografiche e, talvolta, all’imaging intracoronarico. La condotta terapeutica deve essere guidata dalla presentazione clinica, dal quadro emodinamico, dall’estensione della dissezione vasale e del miocardio ischemico. È inoltre consigliabile nel follow-up l’indagine di altri distretti arteriosi (tronchi sovra-aortici, circolo splancnico), poiché questa patologia non è esclusiva del distretto coronarico ma può presentare anche un coinvolgimento sistemico.
ER  -   
