TY  -  JOUR
AU  -  Sangiorgi, Giuseppe
AU  -  Colantonio, Riccardo
AU  -  Antonini, Gabriele
AU  -  Savino, Antonio
AU  -  De Luca, Fabio
AU  -  Sperandio, Massimiliano
T1  -  Il trattamento interventistico percutaneo può risolvere la disfunzione erettile vasculogenica
PY  -  2016
Y1  -  2016-10-01
DO  -  10.1714/2372.25474
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  17
IS  -  10
SP  -  12
EP  -  21
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/12
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2372.25474
N2  -  La disfunzione erettile (DE) è “l’inabilità persistente ad avere e mantenere un’erezione sufficiente a garantire un’attività sessuale soddisfacente sia per il soggetto che per il suo partner”. Sebbene la DE non rappresenti di per sé una condizione patologica grave, essa presenta un notevole e severo impatto sulla qualità di vita, con rilevanti ricadute sulle relazioni familiari e interpersonali; essa può causare depressione, vergogna, riduzione dell’autostima e problematiche di coppia. Tra le molteplici cause della DE, la patologia aterosclerotica delle arterie peniene rappresenta una tra le più frequenti e pertanto dovrebbe essere quindi sempre ricercata nei pazienti che presentano molteplici fattori di rischio cardiovascolare ed anamnesi positiva per cardiopatia ischemica o malattia aterosclerotica periferica. Fino al 75% dei pazienti affetti da DE presenta una stenosi del sistema ileo-pudendo-penieno, deputato all’irrorazione dell’organo genitale maschile. Negli ultimi anni è emersa la possibilità di trattare tale patologia per via percutanea con validi risultati angiografici e rilevante miglioramento sintomatico e della qualità di vita. Questa breve rassegna si focalizzerà sulla normale anatomia e fisiologia del meccanismo dell’erezione, sulla fisiopatologia della DE, sugli aspetti comuni tra DE e cardiopatia ischemica, ed in ultimo sulle recenti possibilità di trattamento interventistico per questa patologia, per dare ai colleghi cardiologhi la possibilità di inquadrare e trattare adeguatamente i pazienti affetti da DE di natura vasculogenica.
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