TY  -  JOUR
AU  -  Giannini, Francesco
AU  -  Aurelio, Andrea
AU  -  Chieffo, Alaide
T1  -  Impianto del dispositivo Reducer in seno coronarico: un nuovo trattamento per l’angina refrattaria
PY  -  2016
Y1  -  2016-10-01
DO  -  10.1714/2372.25470
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  17
IS  -  10
SP  -  3
EP  -  9
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/02
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2372.25470
N2  -  L’angina refrattaria è una condizione cronica caratterizzata dalla presenza di severa coronaropatia determinante sintomi anginosi disabilitanti solo parzialmente controllabili dalla terapia medica ottimale e/o da rivascolarizzazione miocardica percutanea o chirurgica. Il tasso di mortalità associato a questa condizione è relativamente basso in pazienti clinicamente stabili e in terapia medica ottimale, ma i tassi di riospedalizzazione sono tuttavia ancora elevati. Ne consegue, in questa tipologia di pazienti, la necessità clinica di nuove terapie mirate ad un miglioramento dei sintomi, tenendo conto però del potenziale impatto in termini di assistenza sanitaria e di costi. Numerose opzioni terapeutiche sono state sviluppate negli ultimi anni in questa tipologia di pazienti, tuttavia, nessuna di queste è divenuta “standard of care”, e viene pertanto attualmente utilizzata nella pratica clinica. Gli interventi con impianto di dispositivi in seno coronarico potrebbero ridurre l’ischemia miocardica inducendo una ridistribuzione del flusso ematico dal territorio subepicardico meno ischemico al territorio subendocardico più ischemico, riducendo così i sintomi legati all’ischemia. Il Reducer (Neovasc Inc., Richmond B.C., Canada) è un dispositivo impiantabile per via percutanea nel seno coronarico, che attraverso la riduzione nel calibro del seno coronarico determina un aumento della pressione nel sistema venoso cardiaco. L’impianto di tale dispositivo si è dimostrato essere correlato ad un miglioramento dei sintomi anginosi e ad una riduzione dell’ischemia in alcuni studi pre-clinici e clinici. Recentemente, un trial clinico multicentrico e randomizzato, in doppio cieco, ha dimostrato il suo beneficio nel migliorare i sintomi in 104 pazienti con angina refrattaria rispetto al placebo.
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