TY  -  JOUR
AU  -  Li Calzi, Mauro
AU  -  Placci, Angelo
AU  -  Lina, Daniela
AU  -  Grassi, Francesca
AU  -  Paoli, Giorgia
AU  -  Bianconcini, Michele
AU  -  Cattabiani, Maria Alberta
AU  -  Menozzi, Alberto
T1  -  Infarto miocardico acuto in corso di terapia 
con nuovo anticoagulante orale 
in paziente con trombofilia
PY  -  2016
Y1  -  2016-06-01
DO  -  10.1714/2292.24644
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  17
IS  -  6
SP  -  23
EP  -  25
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/08/24
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2292.24644
N2  -  Riportiamo il caso clinico di una paziente di 65 anni ricoverata per infarto miocardico acuto con sopraslivellamento del tratto ST a sede inferiore e concomitante blocco atrioventricolare di terzo grado. La paziente si trovava in terapia cronica con un nuovo anticoagulante orale (NAO, rivaroxaban) in seguito ad episodi recidivanti di tromboembolia polmonare. La coronarografia in emergenza ha mostrato un’occlusione trombotica acuta della coronaria destra in coronaropatia monovasale. Dopo efficace trombectomia manuale, in assenza di evidenza angiografica di aterosclerosi sottostante, non si è reso necessario procedere ad angioplastica né ad impianto di stent. Regolare il successivo decorso clinico. I test di laboratorio hanno dimostrato la presenza di mutazione in eterozigosi del gene per il fattore II (G20210A), confermando il sospetto di trombofilia. Vista l’inefficacia del NAO nel prevenire una trombosi coronarica spontanea, la terapia antitrombotica è stata modificata con l’associazione di warfarin ed acido acetilsalicilico. Non si sono verificati ulteriori eventi nel successivo follow-up ad 1 anno. Possiamo quindi ipotizzare che l’inibizione del fattore Xa da parte dei NAO, come rivaroxaban, possa essere inefficace in caso di diatesi trombofilica legata a mutazione della protrombina. Riportiamo inoltre una breve revisione della letteratura circa l’uso dei NAO nelle sindromi coronariche acute.
ER  -   
