TY  -  JOUR
AU  -  Lettino, Maddalena
T1  -  La gestione del colesterolo nel paziente con sindrome coronarica acuta: dinamiche attuali e prospettive future
PY  -  2016
Y1  -  2016-04-01
DO  -  10.1714/2254.24282
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  17
IS  -  4
SP  -  31
EP  -  37
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/07/16
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2254.24282
N2  -  Le sindromi coronariche acute (SCA) sono ad oggi una delle patologie cardiache più rilevanti del mondo industrializzato e dei paesi in rapido sviluppo, ove rappresentano una delle principali cause di morte e di invalidità. La loro patogenesi è complessa e multifattoriale ed è riconducibile, nel 65-70% dei casi, ad una trombosi coronarica acuta su placca aterosclerotica ad elevato contenuto lipidico, altamente vulnerabile, che va incontro a rottura o erosione. L’ipercolesterolemia LDL è un noto fattore di rischio associato allo sviluppo dell’aterosclerosi e delle sue complicanze, e la riduzione dei livelli di LDL gioca un ruolo chiave nel ridurre in modo significativo la ricorrenza degli eventi cardiovascolari sia in prevenzione primaria che in prevenzione secondaria. L’introduzione delle statine, che sono ad oggi il trattamento ipolipemizzante più utilizzato al mondo, ha contribuito a rallentare la progressione dell’aterosclerosi e a ridurre gli eventi cardiovascolari dei pazienti trattati, benché la comparsa degli stessi dopo una SCA non sia stata completamente scongiurata e un certo qual rischio residuo è ancora presente. Le linee guida della Società Europea di Cardiologia raccomandano la somministrazione precoce di statine nei pazienti con SCA, il loro mantenimento nel lungo termine e i valori target di colesterolo da raggiungere nel follow-up. Sfortunatamente non tutti i pazienti riescono a raggiungere tali valori partendo da colesterolemie basali troppo elevate; a questi si aggiungono coloro che manifestano intolleranza nei confronti delle statine stesse e che per questa ragione interrompono il trattamento o non riescono a mantenere posologie elevate dei farmaci. In questo contesto si collocano tutte le terapie innovative che superano l’efficacia e la tollerabilità delle statine. La recente pubblicazione dei risultati dello studio IMPROVE-IT ha documentato che l’associazione statina + ezetimibe è superiore alla sola statina nel ridurre gli eventi cardiovascolari maggiori in una popolazione di pazienti con recente SCA stabilizzata, consentendo il raggiungimento di valori medi di colesterolemia LDL mai visti prima. Sono sicuramente promettenti anche gli anticorpi monoclonali inibitori di PCSK9, tra cui vanno citati alirocumab ed evolocumab. I risultati dei trial che li mettono a confronto con il trattamento ipolipemizzante convenzionale nei pazienti con pregressa SCA e che mirano a dimostrarne la superiorità saranno disponibili nel 2017 e potrebbero aprire le porte a nuove opportunità terapeutiche e di ottimizzazione della prognosi.
ER  -   
