TY  -  JOUR
AU  -  Cimminiello, Claudio
AU  -  Zambon, Alberto
AU  -  Polo Friz, Hernan
T1  -  Colesterolo e rischio cardiovascolare: 
pregi e limiti delle attuali terapie
PY  -  2016
Y1  -  2016-04-01
DO  -  10.1714/2254.24276
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  17
IS  -  4
SP  -  6
EP  -  13
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/22
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2254.24276
N2  -  Le malattie cardiovascolari (CV) di natura aterosclerotica rappresentano la causa principale di morte prematura in Europa. Uno dei principali fattori di rischio CV è rappresentato dai livelli elevati di colesterolo, che giocano un ruolo cruciale nel determinismo delle malattie CV. Una marcata associazione, positiva e lineare, fra un ampio intervallo di livelli di colesterolo totale ed LDL e rischio di eventi CV è stata ampiamente documentata. Ogni riduzione dei livelli di colesterolo LDL di 1.0 mmol/l (38.61 mg/dl) comporta una significativa riduzione della mortalità CV e del rischio di infarto miocardico. Le linee guida sulla terapia ipolipemizzante suggeriscono, come primo intervento, l’impiego di statine in monoterapia e, in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi raccomandati, la terapia di combinazione di statine con altri farmaci ipocolesterolemizzanti quali ezetimibe. I risultati del recente studio IMPROVE-IT indicano che livelli di colesterolo LDL al di sotto dei target raccomandati determinano una significativa riduzione degli eventi CV, a conferma della teoria “The Lower Is Better” e ulteriori dati nel lungo periodo sono ancora in corso di raccolta. I pazienti che mostrino mancata aderenza al trattamento, spesso a causa di reazioni avverse alle statine, sono penalizzati da un rischio CV elevato. In una non trascurabile percentuale di pazienti con ipercolesterolemia in terapia con statine alle massime dosi tollerate, il rischio residuo rimane elevato. Infine, l’impiego di statine è in grado di precipitare l’insorgenza di diabete in soggetti con predisposizione a tale condizione. In conclusione, risulta evidente che le statine non rappresentano la soluzione universale al problema dei livelli elevati di colesterolo e che il superamento dei limiti di questa classe di farmaci rappresenta una vera sfida terapeutica.
ER  -   
