TY  -  JOUR
AU  -  Radini, Donatella
AU  -  Sola, Gioia
AU  -  Zeriali, Nadia
AU  -  Grande, Eliana
AU  -  Humar, Franco
AU  -  Tarantini, Luigi
AU  -  Pulignano, Giovanni
AU  -  Stellato, Kira
AU  -  Barbati, Giulia
AU  -  Di Lenarda, Andrea
T1  -  Obiettivi, organizzazione e attività 
di un Ambulatorio Infermieristico Cardiologico 
di Continuità Assistenziale
PY  -  2016
Y1  -  2016-05-01
DO  -  10.1714/2252.24268
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  17
IS  -  5
SP  -  377
EP  -  387
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/16
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2252.24268
N2  -  Razionale. Le patologie cardiovascolari sono la prima causa di morte nella popolazione mondiale. I progressi in ambito terapeutico hanno determinato una cronicizzazione di molte patologie con conseguente allungamento della vita media della popolazione e aumento del numero di soggetti anziani con patologie cardiovascolari associate a multiple comorbilità, per i quali è necessaria una presa in carico globale da parte di un team multiprofessionale. Lo scopo di questo studio è quello di descrivere organizzazione, finalità e attività degli ambulatori infermieristici (AI) all’interno di una realtà cardiologica ambulatoriale territoriale. Materiali e metodi. Dal 1/11/2009 al 31/10/2014 sono stati presi in carico presso gli AI cardiologici territoriali 2081 su 26 057 pazienti (8%) ad elevata complessità clinico-assistenziale, ad elevato rischio cardiovascolare e/o con specifiche indicazioni terapeutiche o necessità certificative, con valutazione cardiologica ambulatoriale; 1875 negli AI dedicati (451 [21.7%] nell’Ambulatorio Cardiopatico Cronico; 402 [19.3%] nell’Ambulatorio Scompenso; 1022 [49.1%] nell’Ambulatorio Terapia Anticoagulante), mentre 206 pazienti (9.9%) sono stati avviati a triage infermieristico. La valutazione infermieristica include un’analisi clinica multidimensionale, con identificazione dei problemi attivi e formulazione di un intervento infermieristico (educativo, intensificazione del monitoraggio, terapeutico) condiviso con il cardiologo in un referto congiunto. Risultati. Le caratteristiche cliniche e i bisogni socio-assistenziali dei pazienti presi in carico dai diversi AI sono risultati estremamente eterogenei. In particolare, i pazienti dell’Ambulatorio Scompenso erano più anziani (79 anni), più gravi (58.2% ricoverati nell’ultimo anno), con indice di Charlson ≥3 nell’82.8% dei casi e ≥7 farmaci nel 72.4% dei casi. La maggioranza aveva un livello di istruzione medio-basso e più frequentemente viveva sola, con disabilità e comportamenti di automonitoraggio ed autocura non adeguati alla loro malattia. I pazienti dell’Ambulatorio Terapia Anticoagulante erano più giovani (71 anni), in fibrillazione atriale nel 75.9% dei casi, più frequentemente assistiti da un caregiver e senza limitazioni funzionali. I pazienti di questi due AI erano quelli che provenivano più frequentemente da una dimissione ospedaliera, manifestavano più frequentemente instabilità clinica e problematiche di aderenza ai programmi terapeutici e necessitavano nella maggioranza dei casi di un intervento terapeutico associato ad una intensificazione del monitoraggio. Conclusioni. La valutazione infermieristica supporta l’intervento cardiologico, intensificando la sorveglianza clinica e l’intervento terapeutico nei pazienti più severi e complessi, fornendo informazioni complementari alla valutazione cardiologica, essenziali per la comprensione dei bisogni socio-assistenziali dei pazienti del mondo reale e per proporre e coordinare un piano di intervento assistenziale personalizzato.
ER  -   
