TY  -  JOUR
AU  -  Costantini, Marcello
T1  -  Conduzione supernormale e alternante nel blocco 
di branca intermittente e nella preeccitazione ventricolare intermittente o occulta.
Studio elettrofisiologico, meccanismi coinvolti 
e considerazioni cliniche
PY  -  2016
Y1  -  2016-05-01
DO  -  10.1714/2252.24266
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  17
IS  -  5
SP  -  370
EP  -  376
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/16
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2252.24266
N2  -  Razionale. Conduzione supernormale e conduzione alternante sono fenomeni non rari in aritmologia clinica, evidenziabili a vari livelli del sistema di conduzione in diverse circostanze fisiologiche e patologiche e spesso associati, tanto da giustificare la ricerca di un possibile legame tra essi. Materiali e metodi. Allo scopo di definire una possibile relazione tra conduzione supernormale e alternante sono stati esaminati i dati elettrofisiologici di due gruppi di pazienti. Il gruppo 1 è costituito da 9 casi di blocco di branca intermittente con presenza di conduzione supernormale attraverso la branca patologica. Il gruppo 2 è costituito da 16 casi di preeccitazione ventricolare intermittente o occulta, con presenza di conduzione supernormale attraverso la via accessoria atrioventricolare. Risultati. Nel gruppo 1, 8 pazienti avevano un blocco di branca in fase 3 e un paziente sia in fase 3 che in fase 4. In tutti i 9 pazienti, la zona di blocco in fase 3 era interrotta da una finestra di inaspettata conducibilità da conduzione supernormale, evidenziabile mediante stimolazione atriale prematura. In 7/9 casi, modulando la frequenza atriale, era possibile osservare conduzione alternante attraverso la branca e il ciclo cardiaco di comparsa del fenomeno era compreso nel range di conduzione supernormale in 6/7casi. Fra i 16 casi di preeccitazione ventricolare intermittente o occulta del gruppo 2, 11 presentavano conduzione attraverso la via accessoria solo per uno stretto range di cicli cardiaci, durante stimolazione atriale prematura. Un caso presentava una refrattarietà della via accessoria prolungata (blocco in fase 3), ma all’interno della zona di refrattarietà era dimostrabile, con stimolazione atriale prematura, una finestra temporale di inaspettata conduzione supernormale. Un altro caso presentava un blocco tachicardia e bradicardia-dipendente della conduzione lungo la via accessoria (blocco in fase 3 e in fase 4) e la zona di blocco in fase 3 era interrotta da una finestra di conduzione supernormale. Negli altri 3 casi la conduzione supernormale si manifestava come inaspettata ripresa di conducibilità attraverso la via accessoria per cicli atriali più precoci rispetto alla durata della sua refrattarietà effettiva. Modulando opportunamente la frequenza atriale era possibile osservare conduzione alternante attraverso la via accessoria in 13/16 casi e il ciclo cardiaco in corrispondenza del quale tale fenomeno compariva cadeva nel range di conduzione supernormale in 11/13 casi. Conclusioni. È ipotizzabile che la conduzione supernormale sia in relazione con la presenza di una fase di eccitabilità supernormale dimostrata sperimentalmente nella tarda fase della ripolarizzazione di cellule cardiache e che conduzione supernormale e alternante siano fenomeni collegati, tanto che l’evidenza, ad un’osservazione elettrocardiografica, di conduzione alternante attraverso una branca patologica o attraverso una via accessoria atrioventricolare, possa essere ritenuta un indice della probabile presenza di conduzione supernormale attraverso la struttura.
ER  -   
