TY  -  JOUR
AU  -  Fiorentino, Teresa Vanessa
AU  -  Sesti, Giorgio
T1  -  I trial di outcome cardiovascolare nel diabete mellito: quali evidenze epidemiologiche e metodologiche 
e prime valutazioni ad oggi?
PY  -  2016
Y1  -  2016-03-01
DO  -  10.1714/2206.23822
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  17
IS  -  3
SP  -  24
EP  -  31
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/02
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2206.23822
N2  -  Trial clinici d’intervento in soggetti con diabete mellito di tipo 2 (DM2) hanno dimostrato l’effetto positivo del controllo glicemico intensivo sul rischio di complicanze microvascolari ma non un chiaro beneficio sulle complicanze cardiovascolari. Nel 2008 la US Food and Drug Administration (FDA) e la European Medicines Agency (EMA) hanno deciso di adottare criteri più rigidi nell’approvazione di nuovi farmaci ipoglicemizzanti. Tale decisione ha portato a un aumento considerevole del numero di trial di outcome cardiovascolare. Le terapie incretiniche, che includono gli inibitori dell’enzima dipeptidil peptidasi 4 (DPP4) e gli agonisti del recettore del glucagon-like peptide 1 (GLP-1RA), gli inibitori del trasportatore renale sodium-glucose linked transporter-2 (SGLT2) rappresentano nuovi trattamenti dei pazienti con DM2. Tre trial di outcome cardiovascolare con inibitori di DPP4 e uno con GLP-1RA sono stati recentemente conclusi. Tutti i trial hanno dimostrato la sicurezza cardiovascolare del trattamento con inibitori di DPP4 o con il GLP-1RA lixisenatide rispetto al placebo. Relativamente alla sicurezza cardiovascolare della terapia con inibitori di SGLT2, sono stati recentemente pubblicati i risultati di un trial di outcome cardiovascolare in cui il trattamento con empagliflozin è stato confrontato con il placebo. Il trattamento con empagliflozin ha dimostrato di esplicare una significativa azione protettiva riducendo il rischio cardiovascolare. Nonostante rimanga ancora irrisolta la questione se lo stretto controllo glicemico con i nuovi trattamenti sia in grado di ridurre il rischio cardiovascolare, le evidenze disponibili suggeriscono che al fine di ridurre il rischio di eventi cardiovascolari nei pazienti affetti da DM2 è necessario un trattamento ipoglicemizzante che non sia associato a un aumentato rischio di ipoglicemie in combinazione con una terapia multifattoriale in grado di correggere i molteplici fattori di rischio cardiovascolare.
ER  -   
