TY  -  JOUR
AU  -  Consoli, Agostino
AU  -  Di Fulvio, Patrizia
T1  -  Le terapie incretiniche e l’approccio clinico 
multifattoriale del paziente cardiometabolico
PY  -  2016
Y1  -  2016-03-01
DO  -  10.1714/2206.23818
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  17
IS  -  3
SP  -  12
EP  -  18
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/02
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2206.23818
N2  -  Dislipidemia aterogena, ipertensione arteriosa ed obesità sono frequentissime comorbilità del diabete mellito di tipo 2 (DM2) e sicuramente contribuiscono al significativo aumento di morbilità e mortalità cardiovascolare (CV) associati alla malattia. È quindi auspicabile che le terapie che vengono implementate per garantire un miglioramento del compenso glico-metabolico nel DM2 non abbiano un effetto sfavorevole su questi fattori di rischio che così spesso lo accompagnano. Ancor meglio sarebbe se le terapie implementate fossero anche associate ad una modifica di questi parametri, consentendo così di realizzare un miglioramento globale del profilo di rischio CV. Gli agonisti recettoriali del glucagon-like peptide 1 (GLP-1RA) sono agenti capaci di ridurre la glicemia senza però aumentare in maniera significativa il rischio di ipoglicemia; inoltre il loro impiego si associa ad una diminuzione di peso, ad una riduzione della pressione arteriosa e ad un modesto ma significativo miglioramento del profilo lipidico. Alcune metanalisi di studi clinici hanno anche dimostrato che i pazienti trattati con exenatide e, in misura ancora maggiore, i pazienti trattati con liraglutide hanno una probabilità di raggiungere un endpoint composito costituito da emoglobina glicata <7%, assenza di ipoglicemie e nessun aumento di peso nettamente superiore rispetto al trattamento con altri farmaci anti-diabete, inclusi gli inibitori della dipeptidil peptidasi 4 e l’insulina glargina. Pur in assenza di outcome trial che dimostrino in maniera inequivocabile una riduzione degli eventi in corso di trattamento con GLP-1RA, è indubbio che il trattamento con GLP-1RA possa contribuire a migliorare il profilo di rischio CV globale in pazienti con DM2.
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