TY  -  JOUR
AU  -  Pinamonti, Bruno
AU  -  Habjan, Sara
AU  -  De Luca, Antonio
AU  -  Proclemer, Alberto
AU  -  Morea, Gaetano
AU  -  Abate, Elena
AU  -  Vitrella, Giancarlo
AU  -  Sinagra, Gianfranco
T1  -  Inquadramento e gestione della pericardite costrittiva: revisione critica
PY  -  2016
Y1  -  2016-03-01
DO  -  10.1714/2190.23662
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  17
IS  -  3
SP  -  197
EP  -  207
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/02
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2190.23662
N2  -  La pericardite costrittiva è una patologia cronica del pericardio che determina un ostacolo al riempimento delle camere cardiache e scompenso cardiaco. Il quadro clinico è aspecifico e la diagnosi differenziale comprende le malattie del miocardio, in particolare la cardiomiopatia restrittiva. L’iter diagnostico prevede come indagine di primo livello l’ecocardiografia, che rafforza il sospetto diagnostico quando vengano dimostrate alcune anomalie peculiari, quali le accentuate variazioni respiratorie del setto interventricolare e delle velocità di flusso al Doppler transmitralico, tricuspidale e venoso epatico e la normale velocità di rilasciamento protodiastolico al Doppler tissutale. Tali reperti sono espressione dell’accentuata interdipendenza ventricolare e della dissociazione tra le pressioni intratoracica ed intracardiaca tipiche della patologia. L’imaging radiologico (tomografia computerizzata e risonanza magnetica) è utile nel dimostrare la presenza di alterazioni strutturali del pericardio, mentre lo studio emodinamico invasivo è indicato nei casi di incertezza diagnostica e nella valutazione della severità delle alterazioni emodinamiche, specie con potenziali indicazioni chirurgiche. L’intervento di pericardiectomia è indicato nei pazienti sintomatici con diagnosi certa ed è in grado di migliorare i sintomi e la prognosi, anche se gravato da significativa mortalità.
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