TY  -  JOUR
AU  -  Temporelli, Pier Luigi
T1  -  Attività fisica (moderata) e benessere cardiovascolare. Chi si ferma è perduto!
PY  -  2016
Y1  -  2016-03-01
DO  -  10.1714/2190.23654
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  17
IS  -  3
SP  -  176
EP  -  180
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/17
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2190.23654
N2  -  Oggi noi sappiamo, supportati da una ampia evidenza scientifica, che una regolare attività fisica sottomassimale nel contesto di uno stile di vita corretto riduce in modo significativo la probabilità di eventi cardiocerebrovascolari, sia in prevenzione primaria che secondaria. In aggiunta, è scientificamente provato che l’esercizio fisico è in grado di ridurre l’incidenza di diabete, osteoporosi, depressione e patologie neoplastiche, in particolare tumore della mammella e del colon. Nonostante queste forti evidenze la sedentarietà rimane una dilagante abitudine nel mondo occidentale. Anche in Italia, dati dell’Istituto Superiore di Sanità e di registri di società di settore confermano che la popolazione adulta ha una scarsa attitudine alla regolare attività fisica. È necessario dunque, come raccomanda sistematicamente l’Organizzazione Mondiale della Sanità, stimolare la popolazione a “muoversi” perché il passaggio dalla sedentarietà ad una regolare attività fisica anche lieve ha un enorme impatto in termini di salute, con conseguente significativo risparmio di risorse economiche. Non serve essere atleti per fare attività fisica; per ottenere significativi benefici basta davvero poco esercizio fatto regolarmente, ma deve diventare parte della nostra routine quotidiana.
ER  -   
