TY  -  JOUR
AU  -  Ferlini, Marco
AU  -  De Ferrari, Gaetano Maria
AU  -  Moroni, Giuseppe
AU  -  Roversi, Paolo
AU  -  Potenza, Antonella
AU  -  Leonardi, Sergio
AU  -  Repetto, Alessandra
AU  -  Camporotondo, Rita
AU  -  Alessandrino, Giuseppe
AU  -  Gnecchi, Massimiliano
AU  -  Marinoni, Barbara
AU  -  Guerci, Manuela
AU  -  Crimi, Gabriele
AU  -  Ferrario, Maurizio
AU  -  Bressan, Maria Antonietta
AU  -  Raimondi, Maurizio
AU  -  De Servi, Stefano
AU  -  Visconti, Luigi Oltrona
T1  -  Strategie per ridurre il tempo door to balloon 
in pazienti con infarto miocardico acuto 
trattati con angioplastica primaria: 
l’esperienza pavese
PY  -  2016
Y1  -  2016-01-01
DO  -  10.1714/2140.23192
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  17
IS  -  1
SP  -  51
EP  -  57
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/19
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2140.23192
N2  -  Razionale. Nei pazienti con infarto acuto del miocardio con sopraslivellamento persistente del tratto ST (STEMI), trattati con angioplastica primaria (pPCI) le linee guida pongono come limite massimo un tempo door to balloon (DTB) di 120 min. L’obiettivo primario di questo studio è stato quello di valutare se l’attuazione di specifiche strategie potesse contribuire ad una riduzione del tempo DTB. Materiali e metodi. Nel 2007, presso il laboratorio di emodinamica (cath lab) della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo (centro hub di 7 spoke) sono state eseguite 245 pPCI con un DTB mediano di 116 (96-155, 25°-75° percentile) min, e un DTB <90 min solo nel 20% dei casi. Al fine di migliorare i tempi DTB, nel 2010 e 2011 sono state attuate le seguenti modifiche organizzative: accesso diretto al cath lab indipendentemente dalla provenienza di tutti i pazienti senza passaggio dall’unità coronarica; esecuzione di ECG preospedaliero; esecuzione di ECG entro 10 min e utilizzo di ambulanza dedicata per i pazienti recatisi al Pronto Soccorso (PS) del centro hub. Risultati. Negli anni 2010 e 2011 sono state eseguite, rispettivamente, 226 e 258 pPCI con provenienza dei pazienti (Centrale Operativa 118, PS, spoke) che non è risultata differente rispetto al 2007. È stata documentata una significativa riduzione del DTB rispetto al 2007 (116 [96-155] vs 99 [77-129] vs 97 [80-125] min, p<0.0001) e un significativo aumento dei pazienti con DTB <90 min (20 vs 41 vs 40%, p<0.0001), per effetto di una significativa riduzione del tempo tra il primo contatto medico e l’ingresso al cath lab (86 [64-124] vs 66 [50-93] vs 62 [46-93] min, p<0.0001). L’analisi dei dati relativi ai soli anni 2010 e 2011 ha evidenziato un DTB mediano di 88 (73-104) min per il 118, di 139 (116-179) min per i centri spoke e di 96 (75-126) min per il PS, con un DTB <90 min rispettivamente nel 55%, 8% e 42% dei casi. Più nel dettaglio, il confronto dei tre differenti percorsi ha evidenziato come il ritardo per i centri spoke sia interamente imputabile al trasporto del paziente al centro hub (118 vs spoke: 56 [42-68] vs 106 [86-147] min, p<0.0001).Conclusioni. Le strategie messe in atto nella rete dell’area pavese su una analisi complessiva di 729 pazienti con STEMI trattati con pPCI negli anni 2007, 2010 e 2011, hanno determinato una significativa riduzione del tempo DTB. Il punto debole negli anni 2010-2011 sembra essere il tempo di trasporto al centro hub per i pazienti che accedono con mezzi propri ai centri spoke. Solo una completa riorganizzazione del trasferimento dei pazienti può portare ad un ulteriore miglioramento del sistema.
ER  -   
