TY  -  JOUR
AU  -  D’Ambrosio, Gaetano
AU  -  Parretti, Damiano
AU  -  De Maria, Renata
AU  -  Cricelli, Iacopo
AU  -  Di Tano, Giuseppe
AU  -  Aspromonte, Nadia
T1  -  I peptidi natriuretici per la gestione dei pazienti 
con scompenso cardiaco: un ponte fra Medicina Generale e Cardiologia?
PY  -  2016
Y1  -  2016-01-01
DO  -  10.1714/2140.23188
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  17
IS  -  1
SP  -  41
EP  -  47
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/17
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2140.23188
N2  -  Razionale. La crescente prevalenza dello scompenso cardiaco (SC) impone l’esigenza di strategie operative condivise tra Cardiologia e Medicina Generale nel realizzare percorsi appropriati di continuità assistenziale per i quali l’utilizzo di biomarcatori di facile accesso e basso costo rappresenterebbe un indubbio ausilio. Poco è noto sulla diffusione dei peptidi natriuretici (PN), tra le maggiori novità dell’ultimo decennio nel campo dello SC, nell’ambito delle cure primarie. Materiali e metodi. L’Area Cardiovascolare della Società Italiana di Medicina Generale ha condotto tra i suoi aderenti medici di medicina generale (MMG) una survey online di 9 domande come campi obbligatori, con l’obiettivo di sondare le conoscenze relative ai possibili impieghi del dosaggio dei PN nelle cure primarie ed esplorarne il reale utilizzo nella pratica clinica. Risultati. Hanno risposto alla survey 716 MMG. Oltre tre quarti hanno dichiarato di non utilizzare mai o al massimo occasionalmente i PN. Ben l’86% degli intervistati ha osservato di non rilevare d’abitudine nelle lettere di dimissione dei propri pazienti ricoverati per SC acuto l’indicazione del valore di PN in dimissione. Per contro, solo il 4% ha riferito di ricevere regolarmente la prescrizione del dosaggio dei PN per il paziente ambulatoriale con SC cronico da parte del cardiologo. Un quinto dei MMG ha dichiarato di non conoscere il regime di dispensazione del dosaggio nel proprio territorio. L’elevato valore predittivo negativo per la diagnosi di SC, valenza principale e indicazione più consolidata dei PN, è stato correttamente rilevato solo dal 13%. Conclusioni. I MMG intervistati dichiarano un utilizzo marginale dei PN nella gestione dei pazienti con SC, almeno parzialmente legato alla percezione che il risultato del dosaggio dei PN sia raramente indicato nelle relazioni di dimissione e che anche gli specialisti siano poco propensi all’uso dei PN nei pazienti ambulatoriali. Dalle domande volte a valutare le conoscenze sull’utilizzo dei PN a scopo diagnostico, prognostico e gestionale della terapia dello SC, emerge una conoscenza molto limitata da parte dei MMG delle potenzialità dei PN. Un più diffuso utilizzo da parte dei cardiologi probabilmente indurrebbe i MMG ad acquisire maggiore familiarità con questo importante ausilio. Con il contributo di due esperti si analizzano gli aspetti più controversi dell’impiego dei PN nella stratificazione del rischio e come guida al trattamento farmacologico, per meglio definirne il ruolo come strumento nella gestione ospedale-territorio del paziente con SC.
ER  -   
