TY  -  JOUR
AU  -  Merlo, Marco
AU  -  Gigli, Marta
AU  -  Poli, Stefano
AU  -  Stolfo, Davide
AU  -  Brun, Francesca
AU  -  Lardieri, Gerardina
AU  -  Pinamonti, Bruno
AU  -  Zecchin, Massimo
AU  -  Pivetta, Alberto
AU  -  Vitrella, Giancarlo
AU  -  Di Lenarda, Andrea
AU  -  Sinagra, Gianfranco
T1  -  La cardiomiopatia dilatativa come malattia dinamica: storia naturale, rimodellamento inverso 
e stratificazione prognostica
PY  -  2016
Y1  -  2016-01-01
DO  -  10.1714/2140.23184
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  17
IS  -  1
SP  -  15
EP  -  23
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/16
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2140.23184
N2  -  La cardiomiopatia dilatativa (CMPD) è una malattia primitiva del muscolo cardiaco, ad eziologia genetica o post-infiammatoria. L’incidenza e la prevalenza della malattia sono in netto aumento, come risultato di una diagnosi sempre più precoce grazie ai programmi di screening familiare e a tecniche diagnostiche più avanzate. Le attuali strategie terapeutiche hanno permesso di modificarne radicalmente il decorso e di ridurne drasticamente la mortalità. Un’elevata percentuale di pazienti affetti da CMPD presenta, infatti, una significativa risposta alla terapia farmacologica e non farmacologica in termini di rimodellamento inverso del ventricolo sinistro con un conseguente impatto prognostico favorevole a lungo termine. Ciononostante, la stratificazione prognostica, in particolare dal punto di vista aritmico, resta complessa così come l’identificazione di coloro che più probabilmente risponderanno in maniera efficace alla terapia. Infine, il decorso a lungo termine dei pazienti che presentano un importante miglioramento dei parametri di funzione e dimensioni ventricolari è allo stato attuale poco conosciuto. Lo scopo di questa rassegna è quello di fare il punto su una patologia che oggi può essere considerata un processo dinamico più che una malattia statica. Il rimodellamento ventricolare inverso ottenuto grazie alla terapia è un target importante, spesso associato ad una remissione prolungata, ma non può essere considerato un sinonimo di “guarigione permanente”, confermando la necessità di un follow-up attento e continuativo nel tempo.
ER  -   
