TY  -  JOUR
AU  -  Romanò, Massimo
T1  -  La futilità in Cardiologia
PY  -  2016
Y1  -  2016-01-01
DO  -  10.1714/2140.23180
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  17
IS  -  1
SP  -  6
EP  -  10
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/17
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2140.23180
N2  -  Il concetto di futilità in Medicina fa riferimento a interventi che non producono un significativo vantaggio per il paziente. Le risorse mediche e tecnologiche disponibili consentono al paziente con malattia cardiovascolare avanzata di poter ricevere trattamenti aggressivi e costosi, come mai in precedenza. Questa ampia disponibilità non raramente conduce ad un ritardo nell’assumere complesse decisioni di fine vita, quali l’avvio di un programma di cure palliative. Il problema della futilità è quotidiano e comporta implicazioni e preoccupazioni etiche, riguardanti il rispetto dei principali assunti, quali la non maleficenza, l’autonomia del paziente e la giustizia distributiva. In questo articolo vengono esaminate alcune considerazioni e applicazioni del concetto di futilità medica, in particolare per quanto concerne le differenti definizioni di futilità, la complessità del trattamento quando considerato futile e i criteri etici e clinici che sottostanno alle decisioni di sospendere/non attivare trattamenti aggressivi. L’approccio che pone al centro della cura il malato, basato sulla continua comunicazione medico-paziente, pare essere la modalità più adatta per affrontare il problema anche nel malato cardiopatico grave. Infine, viene sottolineato il ruolo crescente della tecnologia e la sua relazione con i valori culturali prevalenti nelle società sviluppate nell’influenzare le decisioni di fine vita.
ER  -   
