TY  -  JOUR
AU  -  Marchese, Alfredo
AU  -  Rossini, Roberta
AU  -  Basile, Marco
AU  -  Bedogni, Francesco
AU  -  Danzi, Gian Battista
AU  -  Musumeci, Giuseppe
AU  -  Paradies, Valeria
AU  -  Piccaluga, Emanuela
AU  -  Sardella, Gennaro
AU  -  Varbella, Ferdinando
AU  -  Giordano, Arturo
AU  -  Berti, Sergio
T1  -  La posizione della Società Italiana di Cardiologia Invasiva (SICI-GISE) sulle indicazioni 
alla coronarografia nel paziente con angina stabile
PY  -  2015
Y1  -  2015-10-01
DO  -  10.1714/2028.22048
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  16
IS  -  10
SP  -  582
EP  -  589
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/30
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2028.22048
N2  -  Dati recenti mostrano un aumento della prevalenza di cardiopatia ischemica con l’aumentare dell’età, che raggiunge il picco di 12-14% negli uomini dai 65 agli 84 anni. Il tasso di mortalità annuale ad essa correlata va dall’1.2% al 2.4%. La diagnosi di angina stabile è prevalentemente basata sulla storicità dei sintomi e quindi sulla valutazione clinica del paziente. Inoltre, considerando le frequenti forme transitorie da angina instabile ad angina stabile, la sua diagnosi può risultare non sempre agevole. Le attuali linee guida europee sulla gestione della cardiopatia ischemica hanno sottolineato l’importanza della probabilità pre-test nell’algoritmo diagnostico. Le tecniche di imaging hanno acquistato un ruolo sempre più importante rispetto al passato; tuttavia, pur evidenziando l’importanza delle nuove metodiche per la valutazione funzionale delle stenosi, le linee guida hanno conferito un ruolo marginale all’esame diagnostico coronarografico. Un altro aspetto controverso è il beneficio prognostico della rivascolarizzazione. Lo scopo di questo documento di posizione è rivedere, in maniera critica, gli aspetti più importanti delle linee europee sul trattamento della cardiopatia ischemica.
ER  -   
