TY  -  JOUR
AU  -  Bande, Marta
AU  -  Medda, Massimo
AU  -  Ghommidh, El Mehdi
AU  -  Casilli, Francesco
AU  -  Massaro, Silvia
AU  -  Inglese, Luigi
T1  -  L’accesso arterioso radiale nell’anatomia coronarica complessa: caso clinico e revisione della letteratura
PY  -  2015
Y1  -  2015-10-01
DO  -  10.1714/2028.22046
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  16
IS  -  10
SP  -  578
EP  -  581
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/16
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2028.22046
N2  -  L’approccio arterioso radiale si è imposto come valida alternativa alla femorale nella diagnostica ed interventistica coronarica anche complessa, come le occlusioni croniche. Tale accesso viene frequentemente utilizzato per rendere più agevole la manipolazione dei cateteri nell’incannulazione selettiva del graft in arteria mammaria sinistra, limitando la possibilità di dissezione dell’arteria succlavia e mammaria, drammatico evento raramente descritto in letteratura; in presenza di un angolo di origine dell’arteria mammaria sfavorevole il suo utilizzo andrebbe quindi attentamente valutato. Riportiamo il caso di un paziente che, in seguito a dissezione iatrogena occlusiva dell’arteria mammaria durante cateterismo per via radiale sinistra, è stato poi elettivamente trattato mediante angioplastica coronarica sul vaso nativo, in alternativa al tradizionale intervento cardiochirurgico di bypass aortocoronarico “redo”, ad elevato rischio. L’arteria discendente anteriore è stata disostruita, per via retrograda, attraverso il graft venoso anastomizzato sul ramo diagonale, utilizzando un approccio combinato radiale e femorale. Per completare la procedura si è reso necessario effettuare il “debulking” di placca con aterectomia rotazionale, attraverso le maglie di uno stent precedentemente posizionato sull’asse tronco comune-arteria circonflessa. Questo caso sottolinea come l’approccio arterioso radiale possa essere proposto anche nel trattamento di anatomie coronariche complesse, enfatizzando l’importanza di un appropriato utilizzo sia nella fase diagnostica che interventistica.
ER  -   
