TY  -  JOUR
AU  -  Cresti, Alberto
AU  -  Misuraca, Leonardo
AU  -  Pieraccini, Massimo
AU  -  Calabria, Paolo
AU  -  Sinesi, Liliana
AU  -  Picchi, Andrea
AU  -  Limbruno, Ugo
AU  -  Severi, Silva
T1  -  Una inaspettata “culprit lesion” di infarto: 
la stenosi dell’arteria succlavia
PY  -  2015
Y1  -  2015-10-01
DO  -  10.1714/2028.22044
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  16
IS  -  10
SP  -  574
EP  -  577
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/01
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2028.22044
N2  -  Una donna di 61 anni, dopo un infarto del miocardio, fu sottoposta a bypass aortocoronarico con arteria mammaria interna sinistra (AMIS) su discendente anteriore, graft con vena safena su ramo marginale e su coronaria destra. A 79 anni si ricoverava per un infarto miocardico senza sopraslivellamento del tratto ST a sede anteriore. L’esame ecocardiografico mostrava ipocinesia del territorio della discendente anteriore. Dall’approccio radiale sinistro l’innesto AMIS sulla discendente anteriore risultava pervio e con buon run-off, e nel sospetto di un furto coronarico della succlavia si eseguiva un’angiografia che confermava una subocclusione dell’arteria succlavia prossimale. Si procedeva quindi a stenting e la paziente a distanza di 5 mesi rimaneva asintomatica. Un furto coronarico della succlavia tipicamente si presenta con quadro clinico di angina da sforzo; in pochissimi casi è stata descritta come causa di infarto del miocardio. Nei pazienti sottoposti a bypass aortocoronarico con AMIS con ricorrenza di angina stabile un’angio-tomografia dei bypass e dell’arteria succlavia può permettere la diagnosi prima della coronarografia, ma in caso di una sindrome coronarica acuta o un infarto, specie se alla coronarografia non è rilevabile una “culprit lesion”, deve essere eseguita un’angiografia selettiva dell’arteria succlavia nel sospetto di sindrome da furto della succlavia.
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