TY  -  JOUR
AU  -  Biondi-Zoccai, Giuseppe
AU  -  D’Ascenzo, Fabrizio
AU  -  Frati, Giacomo
AU  -  Abbate, Antonio
T1  -  Cosa ci insegnano le metanalisi: pregi e limiti
PY  -  2015
Y1  -  2015-09-01
DO  -  10.1714/1988.21516
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  16
IS  -  9
SP  -  469
EP  -  474
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/22
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1988.21516
N2  -  La crescita esponenziale di pubblicazioni inerenti ad importanti quesiti clinici rappresenta una formidabile sfida per pazienti e medici, nonostante l’apparente sicurezza di molti esperti. Le metanalisi, quando realizzate nel contesto di una revisione sistematica, offrono uno strumento molto snello e potente per sintetizzare l’evidenza clinica accumulata in merito a uno specifico snodo decisionale. Nonostante i loro numerosi pregi, che includono la precisione statistica, la validità esterna e la possibilità di analizzare sottogruppi e moderatori, le metanalisi hanno anche molti limiti. Tra l’altro, vengono criticate perché potenziali miscele di “mele e pere”, incapaci di migliorare la qualità degli studi inclusi e focalizzate su un “paziente medio” solamente teorico. Tuttavia è evidente che le metanalisi continueranno a giocare un ruolo principale nell’informare le decisioni cliniche ove non sia già di per sé evidente l’approccio migliore. Pertanto, è indispensabile conoscerne le principali caratteristiche onde poterne fruire in modo critico e costruttivo, senza esserne dominati né spaventati.
ER  -   
