TY  -  JOUR
AU  -  Varrenti, Marisa
AU  -  Morici, Nuccia
AU  -  De Chiara, Benedetta
AU  -  Oreglia, Jacopo Andrea
AU  -  Pedrotti, Patrizia
AU  -  Giannattasio, Cristina
AU  -  Klugmann, Silvio
AU  -  Roghi, Alberto
T1  -  Infarto miocardico acuto e trombosi 
endoventricolare: un problema noto 
con approcci terapeutici ancora incerti
PY  -  2015
Y1  -  2015-07-01
DO  -  10.1714/1954.21248
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  16
IS  -  7
SP  -  437
EP  -  441
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/19
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1954.21248
N2  -  La malattia coronarica è un’entità rara nei giovani pazienti ed è difficile valutare con precisione la sua prevalenza nella popolazione generale. Spesso si manifesta come un processo silenzioso, ma può presentarsi acutamente come infarto miocardico (IM). Una delle complicanze più temute dell’IM è la formazione di trombo nel ventricolo sinistro. In tutti i pazienti con IM è indicata l’esecuzione di un’ecocardiografia transtoracica (ETT). Qualora l’ETT ponga il dubbio della presenza di trombo in ventricolo sinistro ma non sia risolutiva per la diagnosi, è opportuno eseguire una risonanza magnetica cardiaca, che presenta un’elevata sensibilità. Il trattamento ottimale è rappresentato dalla terapia anticoagulante, che dovrebbe essere iniziata il prima possibile e proseguita dai 3 ai 4 mesi dopo l’evento acuto. Riportiamo il caso di un paziente di 35 anni di sesso maschile con diagnosi di IM anteriore complicato dalla presenza di trombosi ventricolare sinistra associata ad esteso edema, ostruzione microvascolare e core emorragico a livello del setto apicale visualizzati alla valutazione con risonanza magnetica cardiaca.
ER  -   
