TY  -  JOUR
AU  -  Mele, Donato
AU  -  Bertini, Matteo
AU  -  D'Andrea, Antonello
AU  -  Fiorencis, Andrea
AU  -  Malagù, Michele
AU  -  Casadei, Francesca
AU  -  De Marco, Eugenia
AU  -  Galderisi, Maurizio
AU  -  Nistri, Stefano
AU  -  a nome del Gruppo di Studio di Ecocardiografia della Società Italiana di Cardiologia
T1  -  È ancora utile l’ecocardiografia nella terapia 
di risincronizzazione cardiaca?
PY  -  2015
Y1  -  2015-06-01
DO  -  10.1714/1934.21030
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  16
IS  -  6
SP  -  344
EP  -  360
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/02
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1934.21030
N2  -  La terapia di risincronizzazione cardiaca è oggi un presidio indispensabile per il trattamento dei pazienti con scompenso cardiaco e disfunzione sistolica del ventricolo sinistro. Nella maggior parte dei centri tali pazienti sono in genere valutati mediante ecocardiografia, che consente di studiare l’anatomia e la funzione del cuore in modo non invasivo, ripetibile e senza esposizione a radiazioni ionizzanti. Tuttavia, nel corso degli anni, gli studi apparsi in letteratura hanno a volte enfatizzato e a volte ridimensionato il ruolo di tale metodica nell’ambito della terapia risincronizzante, non solo per lo studio della dissincronia cardiaca ma anche per l’inquadramento prognostico dei pazienti, per l’ottimizzazione del pacing e per il follow-up. Scopo di questa rassegna è fare il punto sul ruolo che l’ecocardiografia ha oggi, nella pratica clinica, prima, durante e dopo l’impianto di un risincronizzatore.
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