TY  -  JOUR
AU  -  Rognoni, Andrea
AU  -  Degiovanni, Anna
AU  -  Cavallino, Chiara
AU  -  Lupi, Alessandro
AU  -  Rosso, Roberta
AU  -  Veia, Alessia
AU  -  Rametta, Francesco
AU  -  Bongo, Angelo Sante
T1  -  Aneurisma gigante della coronaria destra: 
un trattamento inusuale
PY  -  2015
Y1  -  2015-04-01
DO  -  10.1714/1848.20192
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  16
IS  -  4
SP  -  250
EP  -  253
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/13
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1848.20192
N2  -  Gli aneurismi delle arterie coronarie rappresentano una patologia rara nella popolazione generale, con un’incidenza variabile tra 0.15-4.9% dei pazienti sottoposti a coronarografia diagnostica. Essi sono definiti come dilatazioni di un segmento coronarico di almeno un’unità e mezza rispetto al segmento adiacente. Gli aneurismi coronarici possono occasionalmente essere di dimensioni giganti. Riportiamo il caso di un paziente di 78 anni con molteplici fattori di rischio, noto per una cardiomiopatia ischemica cronica con esiti di duplice bypass aortocoronarico (arteria mammaria interna sinistra su discendente anteriore e graft venoso safeno su ramo marginale ottuso) ricoverato presso il nostro Dipartimento Cardiologico per dispnea progressivamente ingravescente da alcune settimane. L’ecocardiogramma transtoracico mostrava insufficienza mitralica severa con indicazione a sostituzione chirurgica; la coronarografia di controllo pre-intervento mostrava malattia trivasale del circolo nativo con evidenza di un aneurisma gigante della coronaria destra al tratto medio, pervietà del bypass con arteria mammaria e occlusione del graft venoso. La risonanza magnetica cardiaca confermava la presenza di un aneurisma gigante delle dimensioni di 65 x 75 mm parzialmente trombizzato. Il trattamento degli aneurismi giganti delle coronarie non è standardizzato e comprende la terapia medica, il trattamento percutaneo di embolizzazione e il trattamento chirurgico. Il nostro paziente è stato sottoposto con successo ad embolizzazione percutanea. Il follow-up angiografico ad 1 mese ha mostrato una completa obliterazione dell’aneurisma. Il paziente è stato pertanto sottoposto a sostituzione valvolare mitralica senza complicanze. Al follow-up clinico a 9 mesi il paziente si presentava asintomatico con una frazione di eiezione valutata con ecocardiografia transtoracica del 44% in assenza di significativo rigurgito transprotesico.
ER  -   
