TY  -  JOUR
AU  -  Cherubini, Antonella
AU  -  Palomba, Andrea
AU  -  Morosin, Marco
AU  -  Russo, Giulia
AU  -  Mazzone, Carmine
AU  -  Barbati, Giulia
AU  -  Tarantini, Luigi
AU  -  Cioffi, Giovanni
AU  -  Cattin, Luigi
AU  -  Sinagra, Gianfranco
AU  -  Di Lenarda, Andrea
T1  -  Il raggiungimento dei target raccomandati
di profilo lipidico in una popolazione
con cardiopatia ischemica cronica:
dalle linee guida al mondo reale
PY  -  2015
Y1  -  2015-04-01
DO  -  10.1714/1848.20190
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  16
IS  -  4
SP  -  240
EP  -  249
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/13
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1848.20190
N2  -  Razionale. Dalla letteratura sappiamo che i valori raccomandati di  colesterolo LDL (C-LDL) <100 mg/dl vengono raggiunti nella pratica clinica in meno del 50% dei pazienti. Le più recenti linee guida internazionali definiscono un target di C-LDL <70 mg/dl in pazienti a rischio cardiovascolare molto elevato. Materiali e metodi. Dal 1° novembre 2009 al 31 dicembre 2012 sono stati arruolati dall’Osservatorio Cardiovascolare della Provincia di Trieste 4953 pazienti con diagnosi codificata di cardiopatia ischemica cronica. Alla prima visita sono stati analizzati i dati clinici e di laboratorio, la prescrizione di statine da parte dei cardiologi e l’outcome clinico. Risultati. Alla prima valutazione clinica, 3047 (61.5%) pazienti avevano un assetto lipidico disponibile. C-LDL <70 mg/dl era presente nel 17% dei casi e C-LDL <100 mg/dl nel 53% dei soggetti esaminati. I pazienti con C-LDL <100 mg/dl erano prevalentemente maschi, con più frequenti fattori di rischio, eventi cardiovascolari pregressi, patologie associate e politerapia farmacologica rispetto ai pazienti con C-LDL ≥ 100 mg/dl. I valori di C-LDL influenzavano la prescrizione di statine: nei pazienti con C-LDL ≥ 100 mg/dl la terapia con statina veniva iniziata o modificata in una percentuale doppia di casi rispetto ai pazienti con C-LDL <100 mg/dl (p<0.001), anche se in meno del 20% dei casi trattati. I pazienti con C-LDL <100 mg/dl in terapia con statina sono risultati essere il sottogruppo a miglior prognosi, mentre il sottogruppo dei pazienti con C-LDL <100 mg/dl che non assumeva terapia con statina mostrava la prognosi peggiore. Altri determinanti prognostici della popolazione con C-LDL <100 mg/dl erano l’età, la presenza di scompenso cardiaco, le comorbilità (valutate con indice di Charlson) e la politerapia. Conclusioni. Nella popolazione con cardiopatia ischemica cronica, nel periodo storico precedente la pubblicazione delle ultime linee guida, un target di C-LDL <100 mg/dl veniva raggiunto nel 53% dei casi. La prescrizione e modifica della terapia con statine erano influenzate dalla disponibilità e dal livello di C-LDL raggiunto ma emergevano ampi margini per un intervento prescrittivo più incisivo. La prognosi dipendeva dal raggiungimento dei valori target di C-LDL, ma soprattutto dall’utilizzo o meno di una statina per il raggiungimento di questi obiettivi.
ER  -   
