TY  -  JOUR
AU  -  Paneni, Francesco
AU  -  Costantino, Sarah
AU  -  Cosentino, Francesco
T1  -  Metformina e rimodellamento ventricolare sinistro 
nel post-infarto: meccanismi molecolari 
ed implicazioni cliniche
PY  -  2015
Y1  -  2015-04-01
DO  -  10.1714/1848.20186
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  16
IS  -  4
SP  -  225
EP  -  231
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/13
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1848.20186
N2  -  Nonostante i notevoli progressi nella prevenzione e nel trattamento dell’infarto miocardico, morbilità e mortalità ad esso correlate risultano ancora di proporzioni abnormi. A tale proposito, la comprensione dei meccanismi molecolari sottostanti potrebbe rivelarsi una strategia valida per lo sviluppo di nuovi approcci terapeutici. Studi sperimentali hanno dimostrato che la metformina, una biguanide comunemente usata in pazienti con diabete di tipo 2, è in grado di proteggere il cuore dal danno ischemico mediante riattivazione di alcuni pathway che regolano il metabolismo miocardico e la capacità di sopravvivenza dei cardiomiociti. In particolare, la metformina modula la chinasi AMP ciclico-dipendente, enzima responsabile di importanti processi biochimici quali uptake di glucosio, glicolisi, ossidazione degli acidi grassi e biogenesi mitocondriale. Tali effetti si associano ad un ripristino dei livelli di ATP con conseguente miglioramento della contrattilità. Nei pazienti diabetici è stato dimostrato che la metformina riduce il rischio di infarto e morte cardiovascolare. Analisi retrospettive hanno inoltre dimostrato, sempre in pazienti con diabete, una riduzione dell’area infartuale e un miglioramento della performance ventricolare sinistra dopo infarto con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI). Il recente studio GIPS-III, un trial randomizzato e controllato, ha testato l’ipotesi che la metformina sia in grado di prevenire la disfunzione ventricolare sinistra anche in pazienti non diabetici con infarto miocardico. Tale studio, eseguito su 380 pazienti con STEMI, non ha dimostrato alcun beneficio della metformina sulla funzione ventricolare sinistra nel post-infarto. Nella presente rassegna discuteremo i meccanismi molecolari alla base dell’effetto cardioprotettivo della metformina e le evidenze cliniche, soprattutto alla luce dei recenti risultati dello studio GIPS-III. I dati al momento disponibili suggeriscono la necessità di ulteriori studi randomizzati al fine di trarre conclusioni solide sull’impiego della metformina nella prevenzione della disfunzione ventricolare sinistra post-infartuale.
ER  -   
