TY  -  JOUR
AU  -  Barbieri, Lucia
AU  -  Verdoia, Monica
AU  -  Schaffer, Alon
AU  -  Marino, Paolo
AU  -  De Luca, Giuseppe
T1  -  Due cateteri per una sola perforazione
PY  -  2015
Y1  -  2015-02-01
DO  -  10.1714/1798.19588
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  16
IS  -  2
SP  -  112
EP  -  115
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/12
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1798.19588
N2  -  La perforazione coronarica è una grave complicanza delle procedure di angioplastica coronarica, associata ad elevata mortalità e morbilità con un’incidenza variabile tra lo 0.1% e lo 0.5%. La tecnica di gonfiaggio prolungato e antagonizzazione dell’anticoagulazione è associata ad elevata mortalità ed aumentata incidenza di infarto periprocedurale e bypass in emergenza. Riportiamo il caso di una grossa perforazione coronarica conseguente ad angioplastica della discendente anteriore, trattata con tecnica del doppio catetere (approccio radiale sinistro e femorale destro). La tecnica del doppio catetere permette un rapido impianto dello stent ricoperto senza che si perda il controllo (mediante gonfiaggio del pallone) del sito di perforazione. Il nostro paziente si è mantenuto emodinamicamente stabile per tutta la procedura e non ha presentato versamento pericardico significativo o necessità di chirurgia ripartiva in emergenza. A distanza di circa 1h dalla procedura, il paziente ha sviluppato una trombosi acuta dello stent risolta con tromboaspirazione ed impianto di stent medicato. A 2 anni di follow-up il paziente era asintomatico in assenza di ischemia inducibile residua. Possiamo quindi affermare che la tecnica del doppio catetere è un approccio efficace e sicuro nel trattamento della perforazione coronarica secondaria ad angioplastica percutanea e può significativamente migliorare l’outcome clinico dei pazienti.
ER  -   
