TY  -  JOUR
AU  -  Perrone Filardi, Pasquale
AU  -  Paolillo, Stefania
AU  -  Trimarco, Bruno
T1  -  Controllo lipidico in pazienti ad elevato rischio 
cardiovascolare: focus sull’inibizione di PCSK9
PY  -  2015
Y1  -  2015-01-01
DO  -  10.1714/1776.19250
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  16
IS  -  1
SP  -  44
EP  -  51
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/25
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1776.19250
N2  -  I livelli di colesterolo legato alle lipoproteine a bassa densità (LDL) sono strettamente associati al rischio di eventi cardiovascolari, secondo una relazione di tipo lineare, e la loro riduzione, ottenuta con terapia statinica, correla con la riduzione di tale rischio. Nonostante ciò, l’impiego di statine è sottoutilizzato a causa degli effetti collaterali e della scarsa aderenza alla terapia e molti pazienti in prevenzione secondaria rimangono con valori di colesterolo LDL >70 mg/dl. Da qui l’esigenza di terapie alternative che, con meccanismi d’azione differenti, possano contribuire a portare ai target raccomandati i pazienti ad elevato rischio. In questo contesto si inseriscono gli inibitori di PCSK9, una proteina che accelera la degradazione lisosomiale del recettore delle LDL, riducendo quindi la densità recettoriale sulla superficie degli epatociti. Numerosi anticorpi monoclonali inibitori di PCSK9 sono in fase di sviluppo, ma attualmente i dati principali provengono dagli studi di fase II e fase III su alirocumab ed evolocumab, che hanno dimostrato un buon profilo di tollerabilità con buon controllo dei livelli lipidici. Tali farmaci appaiono come una delle più importanti innovazioni farmacologiche per la riduzione del rischio cardiovascolare, utilizzabili in prevenzione secondaria e primaria, nei soggetti a rischio elevato, in aggiunta alle statine o in alternativa ad esse nei pazienti intolleranti.
ER  -   
