TY  -  JOUR
AU  -  Enea, Iolanda
AU  -  Roncon, Loris
AU  -  Azzarito, Michele
AU  -  Bongarzoni, Amedeo
AU  -  Casazza, Franco
AU  -  D'Agostino, Carlo
AU  -  Favretto, Giuseppe
AU  -  Rubboli, Andrea
AU  -  Zonzin, Pietro
T1  -  Diagnosi e terapia dell’ipertensione arteriosa polmonare nelle Cardiologie italiane: 
risultati dell’indagine conoscitiva INCIPIT2
PY  -  2014
Y1  -  2014-12-01
DO  -  10.1714/1718.18776
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  15
IS  -  12
SP  -  710
EP  -  716
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/17
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1718.18776
N2  -  Razionale. L’ipertensione arteriosa polmonare (IAP) è una condizione clinica rara, caratterizzata da incremento delle resistenze vascolari polmonari e morte prematura. Indispensabile è attivare un percorso che porti dallo screening della condizione fisiopatologica “ipertensione polmonare” alla diagnosi di IAP, per cui esistono farmaci in grado di modificare la storia clinica. In letteratura, non abbiamo dati sull’organizzazione italiana e sull’integrazione periferia-centri di eccellenza. Materiali e metodi. Per ottenere una mappa dell’attuale percorso diagnostico terapeutico della IAP in Italia, l’Area Malattie del Circolo Polmonare ANMCO ha proposto a 923 Cardiologie italiane, da dicembre 2012 a maggio 2013, un’indagine conoscitiva mediante la compilazione di un breve questionario on-line. Risultati. Hanno compilato il questionario 101/923 centri: il 32% non ha alcuna organizzazione dedicata alla IAP, il 68% attua un percorso per la diagnosi di IAP, i cui due terzi collaborano con centri di riferimento sul territorio nazionale. Trentasei centri effettuano cateterismo destro con test di reattività vascolare (21 ossido nitrico, 8 adenosina, 5 epoprostenolo, 2 ossido nitrico o epoprostenolo). Sessantuno centri sono prescrittori: 33 effettuano cateterismo destro e test di reattività vascolare, 23 inviano i pazienti ad altro centro per il cateterismo destro, 5 non effettuano il cateterismo destro, solo 14 prescrivono prostanoidi per via endovenosa. Nel 2011 i centri partecipanti hanno seguito 561 pazienti con IAP; di questi, 126 si trovano in centri autonomi. Relativamente all’organizzazione in rete, in alcune regioni i centri partecipanti in parte sono autonomi nel percorso diagnostico, in parte fanno riferimento a gruppi fuori regione; in altre esiste una rete intra-regionale strutturata, e, in tre regioni, esiste una rete regionale i cui centri di riferimento attraggono pazienti anche da fuori regione. Conclusioni. I risultati esprimono l’interesse delle Cardiologie italiane per un percorso per la diagnosi di IAP ed evidenziano un’eterogeneità organizzativa suggerendo la necessità di creare un percorso condiviso che migliori l’integrazione tra periferia e centri di eccellenza in una rete Hub & Spoke sul territorio nazionale.
ER  -   
