TY  -  JOUR
AU  -  Vignati, Gabriele
T1  -  Trattamento delle aritmie nel bambino 
con cuore apparentemente sano
PY  -  2014
Y1  -  2014-12-01
DO  -  10.1714/1718.18770
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  15
IS  -  12
SP  -  678
EP  -  684
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/24
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1718.18770
N2  -  Le problematiche aritmiche dell’età pediatrica hanno spesso caratteristiche proprie che le differenziano per eziologia, evoluzione e anche per approccio terapeutico dai disturbi del ritmo usualmente riscontrati nell’adulto. L’extrasistolia in particolare ventricolare è molto comune ma solo eccezionalmente richiede una terapia. Le tachicardie sopraventricolari da macrorientro sono il disturbo del ritmo maggiore di più comune riscontro; l’adenosina per l’interruzione acuta e la flecainide e il propafenone per la profilassi delle recidive sono i farmaci più utilizzati. Le tachicardie sopraventricolari automatiche sono tipiche dell’età pediatrica, lo scopo della terapia è quello di controllare la frequenza cardiaca riconducendola entro i valori normali per l’età; i farmaci più utili sono i betabloccanti e i calcioantagonisti isolatamente o in associazione. Le tachicardie ventricolari sono rare e usualmente sono secondarie ad una canalopatia, nel qual caso i betabloccanti rappresentano la terapia di prima scelta, ma non raramente è necessario procedere all’impianto di un defibrillatore. Accanto a queste forme maligne vi sono tachicardie ventricolari più benigne, come le forme fascicolari e quelle ad origine dall’infundibolo destro che sono ben controllate dalla terapia medica e/o ablativa. Anche in età pediatrica l’ablazione rappresenta un’efficace terapia curativa di molte forme aritmiche; l’indicazione principale è la necessità di proseguire la terapia medica oltre i 10-12 anni di età. Le aritmie ipocinetiche primitive sono molto rare e per lo più richiedono l’impianto di un pacemaker.
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