TY  -  JOUR
AU  -  Napolitano, Carlo
AU  -  Priori, Silvia G.
T1  -  Quando l’ECG basale suggerisce il rischio 
di morte improvvisa
PY  -  2014
Y1  -  2014-12-01
DO  -  10.1714/1718.18768
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  15
IS  -  12
SP  -  670
EP  -  677
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/07/26
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1718.18768
N2  -  L’ECG rappresenta ancora oggi, a oltre 100 anni dalla sua invenzione (Willem Einthoven, 1903), l’esame strumentale più utilizzato nella diagnostica cardiologica. Negli ultimi anni si sono accumulate conoscenze che hanno significativamente espanso le possibilità diagnostiche dell’ECG, attraverso il riconoscimento dei pattern associati ad una serie di patologie primariamente “elettriche” del miocardio, le cosiddette malattie aritmogene ereditarie. Tali entità nosologiche sono causate da mutazioni di geni il cui effetto principale è quello di determinare un substrato favorevole all’insorgenza di alterazioni del ritmo cardiaco. Lo studio delle alterazioni elettrocardiografiche in queste malattie ha evidenziato tratti fenotipici caratteristici, che in associazione con le informazioni derivanti dalla genetica molecolare, hanno permesso di utilizzare l’ECG come strumento prognostico oltre che diagnostico. Lo studio delle correlazioni genotipo-fenotipo nelle patologie aritmogene ereditarie ha permesso di avanzare l’idea dell’ECG come carattere ereditabile correlato al rischio di morte improvvisa nella popolazione generale. Quest’ultima infatti presenta un elevato grado di predisposizione familiare anche al di fuori dei soggetti affetti da patologie monogeniche (mendeliane). In questo articolo sono riportate la fisiopatologia e le manifestazioni fenotipiche delle principali patologie aritmogene. Inoltre sono riportate le attuali possibilità ed i limiti dell’impiego di una tecnologia semplice ed a basso costo non solo come strumento diagnostico ma anche come strumento prognostico. Nell’articolo si evidenzia come, sorprendentemente, l’ECG permette spesso di estrapolare le informazioni più importanti per l’inquadramento dei pazienti e la loro gestione clinica.
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