TY  -  JOUR
AU  -  Proclemer, Alessandro
AU  -  Zecchin, Massimo
AU  -  D’Onofrio, Antonio
AU  -  Botto, Giovanni Luca
AU  -  con la collaborazione di: Domenico Facchin
AU  -  Rebellato, Luca
AU  -  Ghidina, Marco
AU  -  Bianco, Giulia
AU  -  Bernardelli, Emanuela
AU  -  Pucher, Elsa
AU  -  Gregori, Dario
T1  -  Registro Italiano Pacemaker e Defibrillatori - Bollettino Periodico 2013. Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione
PY  -  2014
Y1  -  2014-11-01
DO  -  10.1714/1694.18512
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  15
IS  -  11
SP  -  638
EP  -  650
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/18
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1694.18512
N2  -  Razionale. Il Registro Italiano Pacemaker (PM) e Defibrillatori (ICD) dell’Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione (AIAC) raccoglie annualmente i principali dati demografici e clinici dei pazienti trattati con primo impianto o sostituzione di PM e ICD. Anche per l’anno 2013 vengono presentati i dati riguardanti le principali indicazioni all’impianto di PM o ICD e la tipologia dei PM-ICD impiantati, in base ai dati provenienti dai centri italiani collaboranti. Metodi. Il Registro PM-ICD accoglie prospettivamente l’attività nazionale di impianto sulla base delle Tessere Europee dei portatori di dispositivo. Risultati. Registro Pacemaker: sono stati raccolti dati su 25 419 impianti di PM (19 134 primi impianti e 6285 sostituzioni). Il numero di Centri coinvolti è stato di 275. L’età mediana dei pazienti sottoposti ad impianto è stata di 80 anni (74 I quartile; 86 III quartile). Le indicazioni ECG hanno riguardato difetti della conduzione atrioventricolare nel 43.6% dei primi impianti, aspetti della malattia del nodo del seno nel 24.7%, fibrillazione/flutter atriale associati a bradicardia nel 12.9%, altre indicazioni nel 18.8%. Tra i difetti di conduzione atrioventricolare, i blocchi atrioventricolari di terzo grado hanno rappresentato l’evenienza più comune (23.2% dei primi impianti). PM monocamerali sono stati utilizzati nel 27.2% dei primi impianti, PM bicamerali nel 62.6%, PM biventricolari nell’1.8% e PM atrio-guidati con singolo catetere ventricolare nell’8.4%. Registro Defibrillatori: sono stati raccolti dati su 16 519 impianti (11 474 primi impianti e 5045 sostituzioni). Il numero di Centri coinvolti è stato di 430. L’età mediana dei pazienti sottoposti ad impianto è stata di 71 anni (63 I quartile; 77 III quartile). La prevenzione primaria ha riguardato il 76.0% dei primi impianti, quella secondaria il 24.0%; in particolare l’arresto cardiaco è stato riportato nel 7.8%. ICD monocamerali sono stati utilizzati nel 27.2% dei primi impianti, ICD bicamerali nel 35.9% e ICD biventricolari nel 36.8%. Conclusioni. Il Registro PM e ICD appare di fondamentale importanza per monitorare l’utilizzo di PM e ICD su scala nazionale con approfondita valutazione delle principali caratteristiche demografiche e cliniche. Il Registro PM ha evidenziato una stabilità nelle indicazioni clinico-elettrocardiografiche all’impianto e una netta prevalenza delle modalità di stimolazione atrio-guidate. L’uso di PM biventricolari ha riguardato invece un numero molto limitato di pazienti. Il Registro ICD ha confermato il costante aumento degli impianti in prevenzione primaria e un elevato utilizzo di ICD biventricolari, in accordo con le linee guida e i grandi trial.
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