TY  -  JOUR
AU  -  Loforte, Antonio
AU  -  Pilato, Emanuele
AU  -  Martin Suarez, Sofia
AU  -  Folesani, Gianluca
AU  -  Jafrancesco, Giuliano
AU  -  Castrovinci, Sebastiano
AU  -  Cefarelli, Mariano
AU  -  Potena, Luciano
AU  -  Magnani, Gaia
AU  -  Grigioni, Francesco
AU  -  Caramelli, Fabio
AU  -  Frascaroli, Guido
AU  -  Di Bartolomeo, Roberto
AU  -  Marinelli, Giuseppe
T1  -  Sistemi di ossigenazione a membrana extracorporea come trattamento per lo shock cardiogeno refrattario nella popolazione adulta: strategie, risultati 
e predittori di mortalità
PY  -  2014
Y1  -  2014-10-01
DO  -  10.1714/1672.18312
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  15
IS  -  10
SP  -  577
EP  -  585
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/02
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1672.18312
N2  -  Razionale. I sistemi di ossigenazione a membrana extracorporea (ECMO) veno-arteriosi con pompe RotaFlow (Maquet, Jostra Medizintechnik AG, Hirrlingen, Germania) e Levitronix CentriMag (Levitronix LCC, Waltham, MA, USA) sono stati investigati come trattamento per lo shock cardiogeno refrattario.Materiali e metodi. Tra il 2004 e il 2012, 119 pazienti adulti sono stati supportati mediante ECMO RotaFlow (n=104) o CentriMag (n=15), presso il nostro Istituto (79 uomini; età 57.3 ± 12.5 anni, range 19-78 anni). Le indicazioni al supporto sono state: fallimento di svezzamento dal bypass cardiopolmonare nello scenario di sindrome postcardiotomica (n=47) e di scompenso primitivo del graft dopo trapianto cardiaco (n=26); shock cardiogeno da infarto miocardico acuto (n=11); miocardite acuta (n=3); e shock cardiogeno su scompenso cardiaco cronico da cardiomiopatia dilatativa (n=32).Risultati. L’approccio centrale per l’installazione dell’ECMO è stato realizzato in 64 pazienti (53.7%) mentre l’assetto periferico è stato adottato in 55 (46.2%) casi. Globalmente, il tempo di supporto medio è stato di 10.9 ± 8.7 giorni (range 1-43 giorni). Quarantadue (35.2%) pazienti sono deceduti durante il supporto in ECMO. Il tasso di successo, in termini di sopravvivenza in ECMO (n=77), svezzamento dal supporto meccanico (n=51; 42.8%) e ponte al trapianto cardiaco (n=26; 21.8%), è stato del 64.7%. Sessantotto (57.1%) pazienti sono stati dimessi a domicilio con successo. La regressione logistica ha identificato i livelli di lattati nel sangue e l’indice relativo di creatinchinasi-MB a 72h dall’inizio del supporto in ECMO, come anche il numero di unità di globuli rossi concentrati trasfusi durante il supporto in ECMO, come significativi fattori predittivi di mortalità. La popolazione supportata da ECMO centrale ha presentato una maggiore necessità di emofiltrazione veno-venosa in continuo e maggiore frequenza di episodi di sanguinamento rispetto alla popolazione in ECMO periferico. Conclusioni. Il supporto in ECMO fornisce risultati incoraggianti su diverse categorie di pazienti in shock cardiogeno. I livelli di lattati nel sangue, l’indice relativo di creatinchinasi-MB e la quantità di unità di globuli rossi concentrati trasfusi dovrebbero essere adeguatamente monitorizzati durante il supporto in ECMO veno-arterioso. Il tipo di installazione ECMO, se periferica o centrale, dovrebbe essere specificamente deciso sulla base della categoria di pazienti in trattamento.
ER  -   
