TY  -  JOUR
AU  -  D’Ambrosio, Gaetano
AU  -  Filippi, Alessandro
AU  -  Battaggia, Alessandro
AU  -  De Maria, Renata
AU  -  Cricelli, Claudio
T1  -  I pazienti con scompenso cardiaco nell’ultimo anno 
di vita: il punto di vista della Medicina Generale
PY  -  2014
Y1  -  2014-10-01
DO  -  10.1714/1672.18310
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  15
IS  -  10
SP  -  569
EP  -  576
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/02
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1672.18310
N2  -  Razionale. L’assistenza ai pazienti con scompenso cardiaco (SC) nelle ultime fasi della vita rappresenta un costo e un carico di lavoro rilevanti per personale sanitario e caregiver. Sono disponibili solo pochi studi condotti in ambito extraospedaliero. Scopo di questo studio è stato quello di raccogliere dati sulla gestione nelle cure primarie dei pazienti con SC nell’ultimo anno di vita e sulle criticità di gestione percepite dai medici di medicina generale (MMG). Materiali e metodi. Centocinquantuno MMG hanno fornito informazioni sui loro pazienti con SC deceduti (per qualsiasi causa) nel corso degli ultimi 365 giorni: a) luogo del decesso, b) causa del decesso, c) numero e motivo di eventuali ricoveri, d) figura professionale principalmente coinvolta nella gestione clinica negli ultimi 365 giorni, e) luogo di cura prevalente, f) comorbilità rilevanti. I MMG hanno fornito anche la loro personale opinione sulle criticità gestionali e sui loro bisogni professionali. Risultati. I MMG hanno identificato 245 pazienti (età media 83.8 ± 8.76 anni, range 48-103, 53.9% femmine). Il luogo del decesso è risultato l’ospedale nel 46.5% dei casi, l’abitazione nel 42.9%, la casa di riposo nel 4.9%, l’hospice nell’1.6%. Il 50% dei pazienti è deceduto per la progressione dello SC, il 14% per morte improvvisa, il 23% per cause non cardiovascolari. Nell’ultimo anno di vita, 193 (78.8%) pazienti hanno subito un ricovero, 149 (60.8%) per SC come causa primaria. I MMG sono i principali responsabili delle cure per la maggior parte dei pazienti. Il numero complessivo di ricoveri si è rivelato l’unica variabile significativamente associata all’esito “decesso in ospedale”. I MMG hanno riferito criticità cliniche o gestionali nel 58.4% dei casi. Conclusioni. La maggior parte dell’assistenza si svolge al domicilio ed è sostenuta dai MMG e dalle famiglie. C’è necessità di un maggiore supporto, soprattutto per gli aspetti cardiologici ed organizzativi, potenzialmente risolvibili con interventi semplici e a basso costo.
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