TY  -  JOUR
AU  -  Mundi, Santa
AU  -  Distante, Alessandro
AU  -  De Caterina, Raffaele
T1  -  La genetica della risposta agli antagonisti 
della vitamina K
PY  -  2014
Y1  -  2014-09-01
DO  -  10.1714/1640.17974
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  15
IS  -  9
SP  -  482
EP  -  493
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/12
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1640.17974
N2  -  Il ristretto indice terapeutico, la grande variabilità inter-individuale e la gravità delle reazioni avverse generate dalla terapia anticoagulante orale con dicumarolici, unitamente al loro amplissimo uso, rendono necessaria la ricerca di strategie per meglio guidare il medico nella scelta della dose sicura ed efficace di questi farmaci. Il meccanismo molecolare attraverso il quale gli anticoagulanti orali dicumarolici esercitano la loro azione è l’interferenza con la bioattivazione della vitamina K. Questo meccanismo è appunto oggetto di numerosi studi di farmacogenetica, finalizzati a trovare la relazione tra le varianti genetiche che hanno un’influenza sul metabolismo o sull’azione del farmaco e l’esito della terapia, allo scopo di ottimizzare il trattamento nel singolo paziente. I geni coinvolti nel metabolismo o nell’effetto degli anticoagulanti orali però sono molti, e di alcuni non è ancora stato compreso appieno il ruolo. In questa rassegna vengono presentate e discusse le relazioni più evidenti tra genotipo e sviluppo di reazioni avverse, passando in esame le varianti geniche che sembrano avere un’influenza sulla dose e sull’esito della terapia anticoagulante con farmaci anti-vitamina K, con l’obiettivo di capire l’effettiva utilità dell’approccio farmacogenetico applicato a questo importante trattamento.
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